Qualche giorno fa.
Al parcheggio.
Un parcheggio a metà via tra scuole e assessorati.
Un parcheggio per docenti, studenti, operatori e assistenti sociali.
Un signore più o meno mio coetaneo, davanti a me.
Si avvicina a una macchina.
La guarda.
La guarda di sbieco.
La guarda con odio.
Forse la vuole prendere a calci.
Forse lo farebbe, ma si accorge di me.
Tira fuori dalla sua tracolla un bloc-notes.
Formato A4.
Scrive su un foglio, con un pennarello rosso.
Mette il foglio sul parabrezza.
Riesco a leggere.
C'è scritto:
"Parcheggia meglio".
Poi, sale su quella macchina.
lunedì 8 febbraio 2010
domenica 7 febbraio 2010
come i terroni
Passeggiata.
Bar del semicentro della mia città.
Domenica mattina.
Le 10 e qualche minuto.
Tre avventori ai tavolini esterni di un bar, nella prima mattina di sole decente dell'anno.
Un calice di bianco a testa.
Le loro tre auto davanti.
Uno dei tre: "Chiudo l'attività. A lavorare ho solo negri, e i negri non hanno voglia di lavorare."
Penso: adesso uno di loro dirà...
"...come i terroni."
Ecco.
Bar del semicentro della mia città.
Domenica mattina.
Le 10 e qualche minuto.
Tre avventori ai tavolini esterni di un bar, nella prima mattina di sole decente dell'anno.
Un calice di bianco a testa.
Le loro tre auto davanti.
Uno dei tre: "Chiudo l'attività. A lavorare ho solo negri, e i negri non hanno voglia di lavorare."
Penso: adesso uno di loro dirà...
"...come i terroni."
Ecco.
martedì 2 febbraio 2010
quosdam Platonicorum libros in televisione
La classe, diceva Beniamino Placido a proposito di Michel Platini, è fare sembrare semplici le cose difficili.
In televisione, ci si accontenta di meno; fare semplici le cose semplici, le difficili, si sa, probabilmente non sono per la televisione.
E dunque, guardando ieri sera l'Agostino di Raiuno, certo non ci s'aspettava il dettaglio fine sulla contesa donatista, o sul ruolo dei Platonicorum libri (Confessiones, 9. 13: Et primo uolens ostendere mihi, quam resistas superbis, humilibus autem des gratiam et quanta misericordia tua demonstrata sit hominibus via humilitatis, quod Verbum tuum caro factum est et habitavit inter homines, procurasti mihi per quemdam hominem immanissimo typho turgidum quosdam Platonicorum libros ex Graeca lingua in Latinam versos, et ibi legi non quidem his verbis, sed hoc idem omnino multis et multiplicibus suaderi rationibus, quod in principio erat Verbum et Verbum erat apud Deum et Deus erat Verbum) nella conversione dell'Ipponense (sui quali memorabili furono le lezione del grande patavino Pier Franco Beatrice): epperò, se mostriamo un Agostino 25 anni prima del 430 (ergo, nel 405), parlare del sacco di Roma di Alarico, avvenuto nel 410 -beh, questa non era difficile.
In televisione, ci si accontenta di meno; fare semplici le cose semplici, le difficili, si sa, probabilmente non sono per la televisione.
E dunque, guardando ieri sera l'Agostino di Raiuno, certo non ci s'aspettava il dettaglio fine sulla contesa donatista, o sul ruolo dei Platonicorum libri (Confessiones, 9. 13: Et primo uolens ostendere mihi, quam resistas superbis, humilibus autem des gratiam et quanta misericordia tua demonstrata sit hominibus via humilitatis, quod Verbum tuum caro factum est et habitavit inter homines, procurasti mihi per quemdam hominem immanissimo typho turgidum quosdam Platonicorum libros ex Graeca lingua in Latinam versos, et ibi legi non quidem his verbis, sed hoc idem omnino multis et multiplicibus suaderi rationibus, quod in principio erat Verbum et Verbum erat apud Deum et Deus erat Verbum) nella conversione dell'Ipponense (sui quali memorabili furono le lezione del grande patavino Pier Franco Beatrice): epperò, se mostriamo un Agostino 25 anni prima del 430 (ergo, nel 405), parlare del sacco di Roma di Alarico, avvenuto nel 410 -beh, questa non era difficile.
giovedì 28 gennaio 2010
remembering Salinger
« Gin a body meet a body
Coming thro' the rye,
Gin a body kiss a body
Need a body cry? »
Si riconosce un uomo stolto dal fatto che è pronto a morire per una causa. Si riconosce un uomo saggio dal fatto che è pronto a vivere umilmente per una causa.
What else?
Coming thro' the rye,
Gin a body kiss a body
Need a body cry? »
Si riconosce un uomo stolto dal fatto che è pronto a morire per una causa. Si riconosce un uomo saggio dal fatto che è pronto a vivere umilmente per una causa.
What else?
domenica 24 gennaio 2010
nota bene politico
"Il postmoderno assimila stili altrui, oscilla sempre tra la riproduzione di stilemi classici e moderni, cita dal passato, gioca, decostruendo e ricomponendo, sulle occorrenze formali, che preleva da un'ampia tradizione, con modelli eclettici pronti per il futuro." (Ezio Raimondi-Gabiella Fenocchio, Il Novecento. Dal neorealismo alla globalizzazione)
frutta trattata
Da un fruttivendolo -una boutique della frutta, ad essere precisi- di una cittadina della provincia nordestina.
Ieri.
Una signora sui settanta, ben curata e con un buon italiano, si rivolge alla commessa: -Ma queste clementine, sono pulite?
-Non sono trattate, signora.
-No, volevo dire: chi le raccoglie? Perché ho visto in televisione le immagini dei negri, giù in Calabria, come tirano su la frutta.
-.....................................
-Beh, le lavo a casa.
Ieri.
Una signora sui settanta, ben curata e con un buon italiano, si rivolge alla commessa: -Ma queste clementine, sono pulite?
-Non sono trattate, signora.
-No, volevo dire: chi le raccoglie? Perché ho visto in televisione le immagini dei negri, giù in Calabria, come tirano su la frutta.
-.....................................
-Beh, le lavo a casa.
venerdì 22 gennaio 2010
Mandi Tito Maniacco
Ho conosciuto Tito Maniacco una dozzina d'anni fa a Meduno, durante una stagione pedemontana fitta di straordinari incontri, come straordinario fu quel sabato. Presentava Gentiluomo nello studio: un poemetto ispirato ad un dipinto e poi abitato da un fitto intreccio di memorie, suggestioni, intrecci culturali.
A tavola, dopo quella presentazione, vidi quella passione culturale dispiegata sulla carta farsi persona: dentro quegli occhi straordinariamente miti, l'intensa persuasione che la cultura fosse una forma per dimensionare la propria esistenza, per innervarla.
Quando ho avuto la ventura di presentare, in Comune di Pordenone, la proposta per la concessione a Federico Tavan dei benefici della Bacchelli (cosa che, da sola, conferisce un senso alla mia avventura politica), uno dei nuclei di significato pulsanti per dare forza a quell'idea erano le lucide righe che, alla fine degli Anni Novanta, Maniacco aveva scritto proponendo di "salvare il soldato Tavan": righe dettate dalla profonda conoscenza della cultura friulana e da una idea moderna e non localistica di cultura e, non da ultimo, da tanta, tanta umanità. Un intervento, quello, giustamente ristampato nel volume Federico Tavan. Nostra preziosa eresia ; un intervento al quale ora rivado nell'apprendere la notizia della morte di Tito Maniacco.
Gli sia lieve la terra.
A tavola, dopo quella presentazione, vidi quella passione culturale dispiegata sulla carta farsi persona: dentro quegli occhi straordinariamente miti, l'intensa persuasione che la cultura fosse una forma per dimensionare la propria esistenza, per innervarla.
Quando ho avuto la ventura di presentare, in Comune di Pordenone, la proposta per la concessione a Federico Tavan dei benefici della Bacchelli (cosa che, da sola, conferisce un senso alla mia avventura politica), uno dei nuclei di significato pulsanti per dare forza a quell'idea erano le lucide righe che, alla fine degli Anni Novanta, Maniacco aveva scritto proponendo di "salvare il soldato Tavan": righe dettate dalla profonda conoscenza della cultura friulana e da una idea moderna e non localistica di cultura e, non da ultimo, da tanta, tanta umanità. Un intervento, quello, giustamente ristampato nel volume Federico Tavan. Nostra preziosa eresia ; un intervento al quale ora rivado nell'apprendere la notizia della morte di Tito Maniacco.
Gli sia lieve la terra.
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