lunedì 21 settembre 2009

Novella

Ho avuto modo di conoscere,tra Navarons e Meduno, Novella Cantarutti, e di condividere con lei una bella mattinata a parlare di miti fondativi (nel caso specifico, quello di Europa) in una edizione passata di pordenonelegge.it. Le sia lieve la terra.

mercoledì 16 settembre 2009

a proposito di agenda setting

A proposito di agenda setting: questo libro lo fa sui nodi della scuola italiana oggi. Discutibile, da discutere, ma i nodi quelli sono.

un'agenda per Pordenone

Alla vigilia di Pordenonelegge.it, dal Messaggero veneto, edizione di Pordenone, di oggi, va meditata con attenzione questa intervista di Stefano Polzot ad Augusto Antonucci, che in poche ed efficaci parole delinea senza infingimenti alcuni dei nodi critici del territorio pordenonese, suggerendo implicitamente anche un'agenda setting:

Presidente Antonucci, che ne è rimasto del sistema Pordenone?
«Non vedo nulla di nuovo all’orizzonte, anzi mi sembra di percepire dei passi indietro. Aria di campanilismo soffia sulla Fiera di Pordenone, dalla quale non vedo delle proposte che siano in grado di contribuire a superare la crisi economica, mentre si ragiona su un’intesa ancora indefinita con Udine».
Il sistema di alleanze non c’è più?
«Vedo molti segnali negativi. Non so se il sistema non funziona, certo non è idoneo alle esigenze. Penso anche al nuovo ospedale e mi sembra che i fatti diano ragione alle preoccupazioni reiterate più volte dall’amico Gianfranco Moretton».
Teme passi indietro anche per il Consorzio universitario che, seppur parzialmente, ha subito i tagli ai corsi?
«Persa la battaglia di una sede universitaria in città, il Consorzio rimane un baluardo, ma mi pare anch’esso in difficoltà. La vivacità culturale che esprime Pordenone dovrebbe concretizzarsi in un maggiore sostegno alla struttura. Invece se ne parla poco e non tutti sono convinti dell’utilità di corsi universitari a Pordenone».
E’ pessimista sulla capacità del Friuli occidentale di uscire dalla crisi economica?
«C’è ancora una scarsa consapevolezza che l’attuale congiuntura possa impoverire il tessuto industriale e manifatturiero del Friuli occidentale. Non credo che avremo più la rappresentazione delle imprese di un tempo. Non vorrei che la crisi ci ponesse in una condizione di sempre maggiore debolezza rispetto al passato».
Di chi è la responsabilità?
«Non penso a responsabilità individuali, semmai collettive. Anch’io non sono esente da critiche, nel senso che la mia parentesi di impegno in Regione mi ha distratto dai problemi pordenonesi e d’altro canto non ci si può concentrare su tutto. Noto che siamo ancora molto indietro sull’individuazione di una risposta di sistema ai cambiamenti che la crisi economica sta imponendo e questo potrebbe avere una ricaduta molto negativa sul tessuto della nostra provincia».

venerdì 11 settembre 2009

niente attualità

«Aveva ingegno, spirito critico, memoria, cultura, applicazione, previdenza, diligenza. Aveva compiuto imprese di guerra, quantunque calamitose per la repubblica, tuttavia grandi. Da anni e anni puntava al regno: alla fine, con uno sforzo immane e a costo di grandi rischi, realizzò il suo proposito. Con donativi, monumenti, distribuzioni di ricchezze e pasti pubblici aveva conquistato l’animo della massa, inesperta. Aveva legato a sé i suoi con i premi che concedeva loro; gli avversari assumendo la maschera della clemenza. Che dire di più? Un po’ con il terrore un po’ contando sulla rassegnazione aveva introdotto in un popolo libero l’assuefazione all’asservimento».



Niente attualità -o no?
E' Cesare, nel ritratto che ne fa Cicerone nella Seconda Filippica. Ne parlerà Luciano Canfora qui.

mercoledì 9 settembre 2009

un paio di luoghi comuni sulla scuola italiana

Con chiarezza di dati e di sintesi, Benedetto Vertecchi fa chiarezza qui su un paio di luoghi comuni che attraversano i discorsi sulla scuola italiana: il numero dei docenti e delle ore di lezione.
Da meditare questo passaggio del docente romano:

"L'Ocse calcola le ore di lezione in classe. Ma nei Paesi con un sistema moderno d'istruzione, più della metà delle ore d'insegnamento si fanno in laboratorio o all'esterno della scuola; in Finlandia, che è in testa nelle valutazioni Ocse, alla fine le ore passate a scuola dagli studenti sono molto superiori a quelle italiane. Noi abbiamo un'organizzazione del lavoro ottocentesca, fatta di compiti in classe, esercizi, interrogazioni, quindi il confronto è improponibile".

venerdì 4 settembre 2009

ascensore

Come sempre, al di là della lettera del contenuto, il setting: il Ministro Gelmini vestita di un tono su tono scuro-su-scuro, con a fianco Maurizio Sacconi, Ministro di quello che antifrasticamente viene chiamato Welfare. La notizia, che non è una novità, è triste, la cornice tristissima, e tristerrima la similitudine che l'accompagna: la scuola non è un ascensore che può tenere cinque persone, nel quale ne vogliono salire di più.

Intanto, nella mia città, oggi, avverrà questo.

giovedì 3 settembre 2009

margini

Vicenza, Italia
Ho mangiato una frolla di quelle vere, con la pasta esterna cotta al punto giusto, con la ricotta dentro ben legata ai canditi che l'arricchivano: nella pasticceria napoletana che sta sotto la sede dell'Associazione Artigiani di Vicenza.


Metti una sera a cena

C'è chi non fa festini, ma quelle che chiama cene simpatiche, e c'è chi s'impegna sul senso dell'Ultima Cena.

PDPlan
Non è, per il momento, il piano del Pd per l'italia, ma il nome di una ditta di Padova -ho superato un suo camioncino stamane.
Fanno box doccia.

Academiutici
L'Academiute di lenga furlana è un'istituzione per la salvaguardia della lingua e della cultura friulana (Debora Serracchiani a Vittorio Zincone, Magazine del Corriere della Sera del 26 agosto 2009).