venerdì 29 febbraio 2008

Boas, Kroeber, Durkheim, Jauss e una conferenza in un giorno di scuola e magari qualcosa di simile all'amore (o forse sono io che interpreto)

Siamo fatti della combinazione di un numero tutto sommato piccolo di elementi. Siamo fatti della materia delle stelle, ma questo non vuol dire che la materia delle stelle ci spieghi; la biologia non è detto spieghi la società, l'ha già detto Kroeber.
Kroeber era un allievo di Boas, e come lui era più interessato al multiforme intrecciarsi dei testi culturali che alle spiegazioni sintetiche.
Penso queste cose, o questi pensieri mi visitano, o questi pensieri si producono dandomi l'illusione dell'io, mentre siamo in un auditorium, ad ascoltare una conferenza di fisica.
Mi sono seduto in fondo alla sala, nell'ultimo posto della fila.
So che nessuno mi siederà vicino, a meno che non si tratti di un, o una, collega.
Lo so perchè sono le 10 di mattina e io sono un insegnante e questa è una conferenza per i ragazzi e da che mondo è mondo non ci si siede, se non strettamente obbligati, accanto ad professore.
Me ne sto zitto ad ascoltare, e dopo un po' vengo assorbito dall'ecosistema -insomma, i ragazzi che ho attorno cominciano a non registrare più la mia presenza aliena. Hanno stabilito come incapsularmi, tacitamente, com'è uso, da che branco è branco.
Il conferenziere comincia, è chiaro e didascalico e quindi, inevitabilmente, un po' ripetitivo. E' lontano sul palco, ma io annuso l'animale della mia risma, il collega docente; ne inquadro nel lessico la tendenza a mandare a mente dei pezzi di lezione -quelli cui più ci si affeziona- e la presenza di una moglie o compagna che cerca di arginare le piccole trascuratezze nell'accostare i vestiti. Ma qui tiro ad indovinare, colmo gli interstizi del testo con zeppe che dicono più di me che di lui. E' la deriva dell'interpretazione, echeggerebbe qualcuno.
L'onda pulsante dei giovani ascoltatori mette in atto le proprie strategie adattive.
Alcuni ascoltano, sinceramente interessati.
Alcuni annuiscono silenziosi, sinceramente disinteressati.
Alcuni leggono dal libro, dagli appunti, spicchi di testi utili a compiti o interrogazioni delle prossime ore, o -i più previdenti- dei prossimi giorni.
Alcuni bisbigliano in silenzio.
Alcuni brandiscono i cellulari, in attesa di un sms, di una foto, del caricamento di un gioco; oppure semplicemente per non sentirsi soli.
Non sempre il messaggino atteso è quello che vorrebbero. Non sempre un testo si completa secondo le nostre aspettative, e Jauss ci dice che spesso è meglio così, che lo scarto è salutare. Che la frustrazione dell'attesa produce senso palpitante.
Siamo fatti della materia delle stelle, del lavorio epocale dell'universo che sminuzza e ricombina mattoncini di lego.
Qualcuno esce ogni tanto cauto lungo i corridoi dell'auditorium; in bagno, o fuori, a fumare. Pochi, però.
Davanti a me, una fila oltre, due mani si sfiorano. Le dita di una cominciano a solleticare quelle dell'altra mano, che risponde alla stessa maniera. Le dita s'intrecciano. Si accarezzano; vengono avvolte nella carezza, palmo su dorso, dorso su palmo, delle altre due mani di chi dà volto a quelle mani.
Sono mani attive e quiete allo stesso tempo, procedono placide.
Sono le mani di due ragazze, che intrecciano una qualche storia che non so, e che nemmeno m'interessa ricondurre, come non interessava a Boas e a Kroeber, ad uno schema evolutivo (le storie di solito iniziano, culminano e finiscono, e saperlo cosa aggiunge?)- m'interessa questo intreccio che si dipana attivo e quieto, protetto dal calore del branco. Un branco che si comporta dunque secondo quella che Durkheim padre avrebbe chiamato solidarietà organica.
L'universo che forse ci consumerà, ma gli schemi biologici e fisici non spiegano le culture. Gli schemi testuali non spiegano quelle mani che s'intrecciano.
Esco. Oggi, come poche volte così mi è successo, voglio bene a questi ragazzi di questa scuola -dove insegno-, a questo mestiere impossibile.

martedì 26 febbraio 2008

Consiglio comunale del 25 febbraio 2008

Il Consiglio comunale di ieri è stato dedicato ad interrogazioni e mozioni. Tra le prime, quella che ha preso maggior spazio è stata quella presentata da Pietro Tropeano sulla gestione del ciclo integrato delle acque; quanto alle mozioni, la discussione si è articolata attorno a quattro di argomento affine, cioè la questione dei rifiuti e del riciclaggio.
Il Comune ha fatto proprie tre mozioni "d'indirizzo", di Francesco Giannelli e di Nicola Conficoni; è stata invece respinta (ed è stato l'unico voto della serata) la mozione di Giannelli sulla creaziione di isole ecologiche interrate per gli edifici di nuova costruzione.
In buona sostanza, la discussione è stata utile come ripasso delle buone intenzioni ambientali che, per fortuna, tutti i gruppi politici hanno; esiste una differenza di vedute relativa all'efficacai delle iniziative finora attuate, ed un'aspettativa alta per concreti risultati, in termini soprattutto di riciclo, per l'immediato futuro (del resto il Sindaco si è esplicitamente speso in sede di Bilancio proprio su questo punto).
Animatissimo il "dietro le quinte", dato che in questi giorni si stanno definendo le liste per elezioni regionali; sono in ballo (e questo significa, in certi casi, il profilarsi di qualche attrito) Vincenzo Romor, Francesca Cardin, Alessandro Corazza, Nicola Conficoni, Elena Coiro, Orazio Cantiello, Monia Giacomini; per le politiche anche Flora Bomben.

lunedì 25 febbraio 2008

il programma politico di Caos calmo

Sono andato sabato sera a vedere Caos calmo, in Sala Totò a Cinemazero (Pordenone, Aula Magna del Centro Studi).


Una sola cosa: dopo che Moretti si è avvinghiato, silenzioso, disperante e desideroso ad Isabella Ferrari, disperata, silenziosa e desiderosa, torna nel lettone a far compagnia alla figlia (che si prende la parte maggiore dello spazio, oltretutto).

Queste cose stanno insieme. Si è padri affettuosi e premurosi e si è desideranti.

Si desidera una donna e si fa compagnia alla nanna della propria bambina. E' la vita.


Un programma politico.

riti di passaggio e di sopravvivenza nei Consigli comunali (live from)

I banchi del consiglio comunale si stanno lentamente sfrondando di presenti; stiamo discutendo un gruppo di mozioni su riciclaggio dei rifiuti e raccolta differenziata e pulizia della città. Sfarfalliamo, a seconda degli interventi, dal cassonetto tal-dei-tali alla politica dei rifiuti dei Maia, come un po' è tipico di queste situazioni.
E' tempo rituale, stasera, e tutti lo sappiamo.
E andrebbe anche bene, ma c'è da chiedersi quanto di questo rito sia pulsante, e quanto sia (come direbbe il Tylor di Primitive Culture) rito di sopravvivenza, impronta momentanea di schemi obsoleti.

sabato 23 febbraio 2008

sul Kosovo

Riprendo da bora.la la segnalazione di questo interessantissimo blog di un italiano in Kosovo. Leggetelo, val proprio la pena.

giovedì 21 febbraio 2008

cartelloni e manifesti

Da oggi è tornato attivo il tabellone che accoglie gli automobilisti provenienti da viale Udine, a Pordenone, all'altezza dell'inizio di viale Martelli. Quello vecchio, a sfondo nero e a led rossi, sponsorizzato dalla Friuladria, è stato sostituito dal tabellone bianco del Crédit Agricole.
Sopra l'ingresso della filiale di viale Dante, la sequela di sostituzioni delle scritte riguardanti lo stesso gruppo bancario lascia dei veri e propri solchi, le tracce tumultuanti della globalizzazione, un invito a considerare l'impermanenza...

Su via Oberdan, a Pordenone sempre, poco prima di arrivare alla stazione, la successione delle affissioni pre-elettorali.
Una piccola classifica.
Interessanti referenti simbolici del grande pannello della lista "Cittadini per il presidente": una foto solare, con un gruppo di persone "normali", giovani per lo più, che si dichiarano "contro la casta". Gente "normale" che, quindi, è guidata da un sentimento di avversità: a dire, in fondo, che è proprio la normalità a far covare le insidie più torbide.
Freudiano.

L'Italia si deve rialzare, messa in ginocchio dalla sinistra; di sghembo, una cosa rotonda che è un po' simbolo, un po' moneta, ci suggerisce l'ansia di far presto, di lanciare la nostra monetina di berlus-conio.
Impaziente.

Veltroni sorride timido e ci dice di pensare all'Italia che vogliamo, e che si può fare. Ma il sorriso, a ben vedere, è un po' imbarazzato.
Vorrei fare...ma forse, alla prossima.

mercoledì 20 febbraio 2008

ancora sulle lezioni web 2.0

Prima settimana di rassegna stampa sul blog di classe. Giada, che ha passione politica, ha fatto un gran lavoro, e per farmi contento si è anche andata a leggere quotidiani che non ama particolarmente; il risultato, però, è stato notevole, visto che anche qualche sua compagna non molto attratta dalla politica ha mostrato gradimento e partecipazione. Federica forse ora ha le idee più chiare su alcune vicende recenti, Giorgetta ha scritto che ora seguirà di più, e così Samanta.
Cristian è riuscito finalmente a logarsi, e ha anche lasciato un commento!; Oscar, che è stato malato, ha seguito la settimana sul Web e ci ha mandato i suoi commenti e le sue riflessioni.
Federica B. ha scoperto il mondo di Google docs, ed ha anche visto che funziona la condivisione di documenti!

In classe? Beh, Leopardi è venuto tanto, tanto meglio: ci stiamo addentrando nelle trame narrative delle Operette morali e nel viluppo di idee e immagini sul desiderio e sul piacere, che non sono proprio la stessa cosa, e sul potere retorico del passato e del futuro appetto a quello esperienziale del presente...

martedì 19 febbraio 2008

Consiglio comunale del 18 febbraio 2008

Ogni tanto capita un Consiglio comunale interlocutorio, durante il quale le cose di maggior rilievo si svolgano ai margini (fisici o cronologici) della seduta. Si può ascrivere a questa fattispecie la seduta di ieri sera: un paio d'interrogazioni sulla sicurezza di strade, l'ennesimo puntata della soap di Francesco Ribetti sui parcheggi pubblici ed i ticket (nell'episodio di ieri sera: verrà messo a pagamento il Marcolin o il Candiani? con gag finale: non è che questo avvenga per favorire la Coop, il cui parcheggio è libero?), un'interrogazione sui sistemi di sicurezza del progetto Wireless Naonis; due delibere urbanistiche relative ad interventi "storici" (largo San Giorgio e via della Boschetta) e, perconcludere, due mozioni in qualche modo tra di loro legate dal merito: la percezione della sicurezza sociale.
I Consiglieri di An hanno presentato una mozione sulla concessione della residenza ai cittadini stranieri, anche comunitari, con nullo o minimo reddito; i Consiglieri della Lega hanno proposto che il Comune istituisca corsi di autodifesa per donne e anziani.
La prima delle due mozioni è stata respinta; essa si segnala per l'attivismo verbale con il quale l'ha patrocinata Francesco Ribetti; la seconda è stata anch'essa respinta, con l'impegno però, da parte del Sindaco, di considerare proposte provenienti da associazioni o gruppi sportivi in merito a corsi di autodifesa.

A margine, intanto....in primo luogo si è sviluppata una lunga schermaglia tra i due gruppi in cui si è divisa Forza Italia, in merito all'aggiunta, nel nome di entrambi, della dicitura "verso il Popolo della Libertà": la questione approderà in Commissione Regolamento.
In secondo luogo, si è costituito il gruppo del PD: Nessuna sorpresa in merito ai componenti, nè per quel che riguarda la Capogruppo, che è Flora Bomben.

...e ancora più a margine, il borsino dei candidati soprattutto per le Regionali: ma qui, Stefano Polzot e Loris Del Frate dimostrano oggi nei loro quotidiani di saperla lunga, e bene.


Facebook, politica partecipata ed elezioni

Il triestino Francesco Russo, già competitore per la segreteria regionale del Pd e candidato probabile alle elezioni regionali nella circoscrizione triestina, apre uno spazio su Facebook e crea anche un gruppo all'insegna dell'innovazione dei modi di comunicazione e di partecipazione politica nello stile web 2.0.
Segnalo anche che Walter Veltroni è su Facebook: qui (così ho scoperto come bisogna definirsi in quanto aderenti al Partito Democratico: liberal).

domenica 17 febbraio 2008

il mio intervento al Mittelcamp di Trieste...

...è qui ad opera del grande Mauro A. Del Pup, al quale devo quindi un calice di Traminer aromatico (beh, diciamo un primo calice) con un piatto di crudo di San Daniele.

sabato 16 febbraio 2008

il paese dei libri perduti

Leggo su Repubblica , ad opera di Maurizio Crosetti, questo bell'articolo su un paese dell'Alessandrino che sta diventando il rifugio dei libri in via d'estinzione, bruciati dalla brutalità del mercato. Un posto da andarci a fare presto una gita. Vedete anche qui.

mercoledì 13 febbraio 2008

prime riflessioni sul blog di classe

Da qualche settimana ho aperto con i miei allievi della II B del Liceo un blog a servizio della vita della classe.
Il blog lo trovate nel link sul menu qui a destra, ma comunque anche cliccando qui: per farlo funzionare, ho iscritto tutti gli allievi come "autori" e (quasi, per il momento) tutti si sono creati un account su Gmail.

In questi giorni abbiamo dato corpo ad un progetto collaborativo, che prende spunto anche da esigenze specifiche dei miei allievi, dato che buona parte di loro sarà maggiorenne per il 13 aprile e si troverà a votare per le Politiche e per le Regionali; insomma, abbiamo organizzato una rassegna stampa, che viene aggiornata giorno per giorno ed è aperta ai commenti. Ogni settimana due allievi seguono le vicende nazionali, due quelle regionali; a fine settimana, usando le funzioni collaborative di Google (condivisione dei documenti), preparano un sunto dei fatti e delle questioni salienti.

Facendo queste cose, mi sono chiesto se per caso non stessi appaltando un po' troppo invasivamente anche lo spazio del tempo più libero degli allievi; mi son risposto (anche se la risposta è provvisoria) che, invece, non faccio altro che dare visibilità a percorsi sottotraccia che invece la scuola normalmente capitalizza solo in parte. Percorsi che sono, appunto, legati alla capacità dei ragazzi di dar senso in tempi asincronici agli stimoli della vita quotidiana in classe; tutto questo di solito si perde, mentre, con un ambiente abitabile dove farne testimonianza, l'intuizione "fuori tempo" trova cittadinanza.

Per dire. Matteo S. ha avuto un'intuizione di lettura a margine di una lezione su Leopardi; l'ha messa nel blog, ed ora è parte di un percorso condiviso, è esplicita e fruibile, cosa che altrimenti non sarebbe accaduta. Ed è solo un primo esempio.

martedì 12 febbraio 2008

Consiglio comunale dell'11 febbraio

Passata da un pezzo la mezzanotte, il Consiglio ha votato la mozione sui lecci di via San Giuliano, approvando a maggioranza (una maggioranza costituitasi trasversalmente, perché nessuno ha votato con vincoli di parte) il piano presentato dai tecnici comunali, che prevede il salvataggio degli otto lecci sui quali pendeva la possibilità di taglio, con una messa in sicurezza della viabilità. Gli interventi che si sono susseguiti (e sui quali ho "twittato") sono stati tutti appassionati e frutto di riflessioni coinvolte, al di là di posizioni personali. Ho sentito davvero in minima dose la stonatura della strumentalità.
Il provvedimento non soddisfa una parte considerevole dei residenti, che hanno chiesto l'abbattimento dei lecci con argomenti sensati (rimando al blog che alcuni di loro hanno appassionatamente aperto, e che a questo punto spero diventi puntuale testimonianza degli effetti, quali essi siano, del provvedimento); ha prevalso una tesi per la quale si ritiene di individuare un compromesso più efficace nel complesso delle implicazioni (viabilità, sicurezza, salvaguardia del verde). E certo si tratta di un tassello di una questione ambientale (ricordando che l'uomo è parte dell'ambiente!) che non si limita certo a questo specifico intervento.

Nel mare magnum della serata vorrei però anche segnalare l'approvazione della delibera sull'accreditamento degli erogatori di servizi nell'ambito territoriale socioassistenziale: soprattutto per il metodo partecipativo cui si è arrivati, che ha visto il coinvolgimento dei comuni interessati e più riunioni della commissione consiliare. Non è un caso, dunque, che ci sia stato voto unanime.

directly from Consiglio comunale





Questa è via San Giuliano, Pordenone, oggi.











Questa è via San Giuliano come verrebbe, tagliando i lecci sui quali si dibatte.

lunedì 11 febbraio 2008

semiologia dei primi discorsi elettorali di Berlusconi e di Veltroni

Le aperture della campagna elettorale da parte dei due contendenti principali meritano qualche osservazione; non già sul piano dei contenuti programmatici, che è molto tenuemente indicato da entrambi, quanto su quello iconico, che ambedue hanno specificamente perseguito. E a ragione, dato che le immagini di questo finesettimana saranno l'incipit delle loro storie di questi prossimi due mesi, e come tutti gli incipit, rappresentano (prendo la bella immagine di Ezio Raimondi) la "radice quadrata" della trama che vorranno narrare.
E dunque: vado in ordine di tempo, quindi comincio col sabato di Berlusconi. Discorso in interni, discorso fatto in città; il classico sfondo azzurrino su cui va a campeggiare l'immagine dai toni scuri del candidato. La parole ricorrente è sogno, ed in effetti l'orizzonte di senso verso cui l'opzione iconica di Berlusconi ci proietta è questo: in fondo, lo schermo di un computer sul quale il candidato si pone come la freccetta del puntatore, prima di cliccare alcunché, e dunque nella beata condizione di poter attendere qualunque soddisfazione. La promessa di Berlusconi è dunque: sognate, io vi costruisco il sistema operativo, e faccio da mouse per il vostro, qualunque esso sia, sogno. Il sogno totale si alimenta del non-luogo, e la scelta di togliere la cravatta sottonea questa privazione di contesti. Ma l'abito scuro, soprattutto la camicia scura, indicano che il puntatore verso il destino è questo.
Alle spalle di Veltroni campeggiano le colline di Spello, ed il candidato si muove parlando di storia, addirittura cominciando da Guelfi e Ghibellini, presentando un messaggio che si offre come messaggio di pace per gli italiani. La parola fondante è identità, Veltroni intende parlare agli italiani e per questo tiene accanto a sé, ben visibile, la bandiera tricolore; e l'identità, per Veltroni, è fatta di luoghi e storie identificabili e delineati. Soprattutto di storie: Spello è luogo francescano, e San Francesco è il Patrono d'Italia, ed il messaggio di pace di Veltroni è quindi un messaggio italiano e al contempo un messaggio di pace. La parola che evoca tutto questo è levità, che è il succedaneo laico della letizia francescana.

sabato 9 febbraio 2008

State of the Net, seconda giornata (omaggio ad Alberto Arbasino)

Gaspar Torriero mena le danze con una presentazione more geometrico demonstrata sull'utopia politico-poetica del Web, ovverosia della comunicazione diretta e paritaria, con le sue implicazioni che riguardano la cerca delle notizie e la terra promessa in fondo, o in un altrove, cioè a dire la liberazione dal ruolo di consumatore.
L'incipit scabro ed essenziale modula le suggestioni della mattinata con De Biase sempre più ascetico ed il laptop della signora Tedeschini-Lalli di cui si aspetta il primo commento in un blog e Tagliapietra all'ennesimo clamore cravattesco, Giorgio Maistrello new entry on the stage e poi Granieri Sofi Levy Napoletano (oh that's in America) tra etica della notizia e politica spettacolo e Marco Formento citazionista e poi dopo buffet semiprimaverilmente soleggiato pallido e assorto spettacolo della politica ed Enrico Menduni che racconta di incidenti attestati da telefonini e Marina Remi che non appare abbastanza tossica per passare il casting e Beniamino Pagliaro collapsed di stanchezza ed Udine, Italy spiegata agli amici from USA e poi titoli di coda, ciao!

(Sto leggendo Alberto Arbasino, L'ingegnere in blu, e mi son fatto prendere la mano)

A margine:
1) pausa pranzo con Anna, commentando i superbi cartelloni about Caos calmo (libro che piacque molto ad entrambi e ieri anche approvato da Mafe de Baggis): ecco la cifra della nostra attualità che forse non è ancora postcontemporanea, le cose serie che intercettano la nostra leggerezza e la trasformano in levità;
2) Furio Honsell candidato Sindaco di Udine del PD, ecco nei giorni dell'innovazione una città che conferma di avere una vocazione per la sua classe dirigente (l'unica cosa che stona: e le primarie?).

Ciao ciao a: Enrico, Enrico Maria, Giorgio, Mauro A., Annalisa, Sergio, Beniamino.

venerdì 8 febbraio 2008

State of the Net, prima giornata

Puntuale da buona tradizione nordestina, il vostro umile scrivano col sodale Mauro A.Del Pup si è presentato stamane al Cinema Visionario di Udine per la prima giornata di State of the Net. Atmosfera piacevole, tempi delle varie sessioni rispettati, spunti vari per riflessioni articolate. Spiluccando qua e là, le tre cose che mi hanno maggiormente colpito:

1) l'uso (direi batesoniano) della categoria di "ecologia" da parte del professor Rullani per definire la complessa serie di relazioni che nella Rete e con la Rete si aprono e che vanno governate; dall'ecologia della mente, si potrebbe dire, bisogna passare all'ecologia della rete;

2) i tre parametri della nuova sostenibilità, come li ha indicati Luca De Biase, e che potrebbero essere l'ossatura per un vero e proprio programma di governo: sostenibilità ambientale; sostenibilità sociale; sostenibilità culturale;

3) l'approccio di Gigi Tagliapietra alla questione del governo della massa di possibilità di socializzazione e accesso alla conoscenza del web 2.0: la respons-abilità (sic!) individuale..

giovedì 7 febbraio 2008

temi caldi per the State of the Net

Marco Pratellesi ci scrive qui che il Corriere rende disponibile online il proprio archivio storico dal 1992 ad oggi. L'onda del web 2.0 accelera dunque aperture e dinamismi; è un buon viatico per le discussioni di State of the Net .

Mi paice linkarvi questo articolo, in un certo senso la certificazione dell'inizio di un perido storico che ancora non sappiamo decifrare.

mercoledì 6 febbraio 2008

Italy everywhere



Secondo questa notizia, quello che per molti è l'astro nascente del decisionismo politico, cioè il Presidente della Repubblica francese, sarebbe stato disposto, ancora a pochi giorni dalle nozze con Carla Bruni, a lasciar perdere tutto se l'evidentemente rimpianta Cécilia fosse tornata da lui .
Indeciso a tutto, insomma: benvenuto in Italia.

Secondo quest'altra, il conteggio dei delegati democratici da attribuire a Obama e alla Clinton è controverso a causa delle pastoie del sistema elettorale.
You (too) can, insomma: benvenuti in Italia.

martedì 5 febbraio 2008

consiglio comunale di Pordenone del 4 febbraio - sintesi

Nel video trovate la sintesi del Consiglio di ieri sera, che ho anche narrato via Twitter.
Sul sito di pnbox, raggiungibile anche con link dal sito del Comune di Pordenone, sarà possibile vedere gli interventi "montati" della seduta tra circa una settimana. Troppo, forse, per una reale partecipazione; rimarrà l'interesse documentario per conoscere cosa dicano e facciano i vari consiglieri comunali.
La diretta, come forma di partecipazione, sarebbe naturalmente meglio.

Ringrazio Stefano Polzot che sul Messaggero veneto ha voluto segnalare questa mia iniziativa.









domenica 3 febbraio 2008

dolenti declinare

Anche oggi gli spunti me li fornisce qui Loris Del Frate:


"La più interventista è stata la capogruppo della Margherita, Flora Bomben che nei giorni scorsi si è incontrata con Walter Manzon (consigliere comunale e segretario cittadino dei Ds) per stabilire l'avvio del gruppo unico del Partito Democratico nel consiglio comunale del capoluogo. La strada sembrava spianata: domani, primo consiglio comunale dell'anno, Flora Bomben (capogruppo in pectore) avrebbe presentato al presidente del consiglio la richiesta per la composizione del gruppo con tutte le firme dei consiglieri pronti ad aderire. In pratica nel gruppo unico sarebbero confluiti i rappresentanti della Margherita (Flora Bomben, Calogero Lo Pipero, Elio Rossetto e Matteo Bozzer con l'aggiunta degli assessori Renzo Mazzer e Loris Pasut), quelli dei Ds (Walter Manzon, Marcello Passoni e Nicola Conficoni oltre all'assessore Ennio Martin) e altri due esponenti che hanno incarichi nel nuovo soggetto politico, Francesca Cardin e il presidente Vincenzo Romor. Tutto pronto, dunque, per aprire il consiglio con la novità politica. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi. E così - a quanto pare - la situazione sarebbe cambiato nel giro di poche ore. Il sindaco Sergio Bolzonello, infatti, oltre a non entrare nel gruppo unico del Pd, non avrebbe gradito l'interventismo di Flora Bomben, pur avendo ribadito la sua fiducia nella consigliera come capogruppo. E così chiesto e ottenuto un rinvio di almeno una settimana. Perchè? La risposta è legata in particolare al fatto che domenica 10 febbraio ci sarà la votazione in città per la nascita del Circolo del Pd che dovrà portare alla scelta del direttivo e in seguito alla nomina del segretario cittadino. Un posto che - frutto di accordi pregressi - spetta ai Ds e in particolare a Walter Manzon. Formalmente la scelta del sindaco è quella di eleggere prima il direttivo comunale e poi, per completare il percorso, far nascere il gruppo unico in consiglio. C'è anche un altro dato: il rinvio di una settimana potrebbe invece essere legato al fatto che il sindaco vuole vedere completato l'iter della segreteria cittadina per non "correre rischi". In ogni caso per far frenare la consigliera Bomben sembra che Bolzonello abbia contattato Vincenzo Romor e Francesca Cardin chiedendo loro di rallentare la corsa. Una richiesta che è stata accolta. A questo punto, potrebbe essere la mediazione, nel consiglio di domani saranno raccolte le adesioni al gruppo unico, ma la richiesta ufficiale sarà fatta solo dopo la nomina del segretario cittadino. Non è tutto. In casa diessina, infatti, non mancano malumori che interessano soprattutto i consiglieri Nicola Conficoni e Marcello Passoni, "esclusi" da ogni passaggio. «Il percorso che porterà alla costituzione del gruppo unico suscita qualche fondata delusione - commenta Conficoni - in particolare per il deficit di coinvolgimento. Tuttavia facciamo politica per passione e quindi la nostra adesione al Pd non è mai stata in discussione. Porteremo avanti la sensibilità dei Ds, lavorando con umiltà e lealtà»"


Ecco, su questo blog ho raccontato il mio modo di vivere il Pd, orientato dall'idea della partecipazione trasparente. Ho raccontato che mi sarebbe piaciuto vederne dei segni almeno sul mio territorio: confronto esplicito, nuove forme di coinvolgimento e partecipazione.


Siamo ancora, invece, agli accordi da bilancino.

Qualcuno mi dirà che sono inevitabili e che i processi sono graduali e che le elezioni premono etc.etc.

Mi dispiace. Ho quasi quarantatre anni. Non mi accontento.

venerdì 1 febbraio 2008

riprendono i lavori del Consiglio comunale di Pordenone

Dopo la pausa natalizia, il Consiglio comunale di Pordenone riprenderà la propria attività lunedì 4 febbraio alle ore 18. L'ordine del giorno del Consiglio è interamente basato sulle interrogazioni e sulle mozioni; per questa ragione, si prospetta una serata interessante dal punto di vista politico, dato che in massima parte interrogazioni e mozioni provengono dai gruppi di minoranza.
Come già per il consiglio comunale del 10 dicembre scorso, anche per quello del 4 il vostro umile scrivano aggiornerà con post frequenti il blog per seguire l'andamento dei lavori.