Non voglio entare nella questione di merito,ma dall'articolo di Domenico Pecile sul "Messaggero veneto" di oggi a proposito del divieto di accedere a Facebook in orario d'ufficio per i dipendenti regionali, m'incuriosisce questa dichiarazione di Elio De Anna:
"oltretutto Facebook non è completamente gratuito e questo potrebbe creare, dunque, problemi di ordine giuridico".
La domanda, ovviamente, è: cosa vuol dire che "non è completamente gratuito"?
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martedì 12 maggio 2009
lunedì 23 marzo 2009
il Consiglio comunale di oggi su Twitter
A grande (!) richiesta, torna stasera l'aggiornamento via twitter sull'andamento del Consiglio comunale di Pordenone, che si riunisce alle ore 18. Potete seguirlo nello spazio di twitter qui a destra, o qui.
martedì 17 marzo 2009
diario aperto
Il mulone antropologo, il suo sodale della Marca ed i loro soci lanciano questa iniziativa: una poderosa analisi del fenomeno dei social network in relazione alle dinamiche politiche, sociali e culturali dei territori. Buon lavoro!
giovedì 5 febbraio 2009
Facebook e la vita che avresti potuto
Mi hanno raccontato di una nuova tendenza che Facebook sta alimentando: quella degli ex che si ritrovano e, a seconda dei casi, rimpiangono i bei tempi, rammemorano le occasioni perdute, trasformano le antiche braci in amicizia, riaccendono la passione, ricominciano ad insultarsi. Con tutte le gradazioni dal virtuale al reale, naturalmente. Mi pare che gli Anglosassoni questa cosa l'abbiano definita "Retrosexual".
Facebook, insomma: tra le altre cose (alcune molto buone, naturalmente), un posto dove ri-vivere le vite che non hai vissuto e che avresti potuto. E con quella che attraversi (dire "hai" è un po' troppo), come la metti?
Facebook, insomma: tra le altre cose (alcune molto buone, naturalmente), un posto dove ri-vivere le vite che non hai vissuto e che avresti potuto. E con quella che attraversi (dire "hai" è un po' troppo), come la metti?
lunedì 1 dicembre 2008
il potere dell'esperienza negli scenari del web 2.0
Belle queste riflessioni di Valerio Zambardino:
Una grande potenza formativa
Vedete, l’esperienza dei ragazzi, in quel mondo di WOW e di Facebook, di Msn e di chat è fuori dalla cultura attuale della società italiana. Parlo dell’Italia perché siamo in Italia ma il discorso è generalizzabile. Non è un problema solo di età, i vecchi che non capiscono i giovani, eppure è anche questo. Il punto di rottura, di sofferenza, di separazione tra noi e loro interviene nel fatto che nella società come noi la viviamo e conosciamo quell’esperienza non c’è. Non sappiamo di cosa si tratta. Il risultato di questa ignoranza è catastrofico.
Privi di punti di riferimento, genitori e insegnanti, operatori sociali e giornalisti, medici e psicologi si sentono autorizzati a interpretare come fantasmi i fatti reali che hanno di fronte. E’ come se un aereo a reazione fosse comparso sui cieli dell’antica Roma. Semplicemente non avrebbero capito cos’era.
Una grande potenza formativa
Vedete, l’esperienza dei ragazzi, in quel mondo di WOW e di Facebook, di Msn e di chat è fuori dalla cultura attuale della società italiana. Parlo dell’Italia perché siamo in Italia ma il discorso è generalizzabile. Non è un problema solo di età, i vecchi che non capiscono i giovani, eppure è anche questo. Il punto di rottura, di sofferenza, di separazione tra noi e loro interviene nel fatto che nella società come noi la viviamo e conosciamo quell’esperienza non c’è. Non sappiamo di cosa si tratta. Il risultato di questa ignoranza è catastrofico.
Privi di punti di riferimento, genitori e insegnanti, operatori sociali e giornalisti, medici e psicologi si sentono autorizzati a interpretare come fantasmi i fatti reali che hanno di fronte. E’ come se un aereo a reazione fosse comparso sui cieli dell’antica Roma. Semplicemente non avrebbero capito cos’era.
martedì 18 novembre 2008
Internet, comunità e Portus Naonis
Quasi trecento persone, stamane, alla Casa dello Studente di Pordenone, per questo convegno. Intenso nei ritmi ed ovviamente, per la diversità dei punti di vista e delle esperienze, variegato; proprio per questo, utile per farsi un'idea di come l'argomento Internet-comunità-territorio sia sentito e declinato nella terra di Naon.
La parola più usata è stata, e credo non sia un caso, "comunità": l'hanno usata i politici, ma anche il Direttore del Consorzio Universitario, anche gli uomini d'azienda.
In questo senso, mi ha fatto piacere introdurre la sezione della mattinata sui social networks, con le belle riflessioni di Sergio Maistrello ed Enrico Maria Milic proprio sulle caratteristiche, e su alcuni interrogativi critici connessi,delle reti sociali. Mi è piaciuto soprattutto notare come entrambi abbiano dato, nello sviluppo delle loro riflessioni, valore centrale alle cornici narrative che saldano le vicende che si svolgono in Rete. Ciò che avviene in Rete, insomma, non si sottrae al fatto di essere parte di una storia, cioè di qualcosa che porta con sé il senso di una narrazione e delle sue regole.
E, si sa, le storie fondano le comunità.
La parola più usata è stata, e credo non sia un caso, "comunità": l'hanno usata i politici, ma anche il Direttore del Consorzio Universitario, anche gli uomini d'azienda.
In questo senso, mi ha fatto piacere introdurre la sezione della mattinata sui social networks, con le belle riflessioni di Sergio Maistrello ed Enrico Maria Milic proprio sulle caratteristiche, e su alcuni interrogativi critici connessi,delle reti sociali. Mi è piaciuto soprattutto notare come entrambi abbiano dato, nello sviluppo delle loro riflessioni, valore centrale alle cornici narrative che saldano le vicende che si svolgono in Rete. Ciò che avviene in Rete, insomma, non si sottrae al fatto di essere parte di una storia, cioè di qualcosa che porta con sé il senso di una narrazione e delle sue regole.
E, si sa, le storie fondano le comunità.
giovedì 16 ottobre 2008
l'acqua calda
Da repubblica.it (ore 10.45):
"Allarme di Bankitalia: per le famiglie meno consumi e più indebitamento"
L'acqua calda, no? Una cosa che sappiamo da un bel po' di tempo, e che anche viviamo, per così dire, da protagonisti, con rate di mutui più alte e prezzi cresciuti.
Fa pensare quindi non la notizia in sé, ma il fatto che sia una notizia. Fa pensare perchè viene a dire che i media faticano assai assaissimo a ristrutturare le retoriche narrative con le quali ci raccontano (raccontano noi e ci danno l'impressione di potere, noi, raccontare noi stessi, dunque): ad accettare, in definitiva, che siano finiti i tempi delle Milano da bere e del consumo che manco si pone il problema della propria sostenibilità. C'è da capirli, vent'anni di Bengodi a matrice televisivo-generalista costruiscono l'impalcatura di un immaginario difficile da destrutturare, a meno che non siate Il Manifesto o Famiglia Cristiana (tra gli unici, con frequenza, ad esaltare non i furbismi de li furbetti, ma gli eroismi quotidiani e assolutamente non buonisti di chi ce la fa ad arrivare alla quarta settimana...).
Anche qui, l'impressione è che la Rete riesca a muoversi meglio, su queste cose...
"Allarme di Bankitalia: per le famiglie meno consumi e più indebitamento"
L'acqua calda, no? Una cosa che sappiamo da un bel po' di tempo, e che anche viviamo, per così dire, da protagonisti, con rate di mutui più alte e prezzi cresciuti.
Fa pensare quindi non la notizia in sé, ma il fatto che sia una notizia. Fa pensare perchè viene a dire che i media faticano assai assaissimo a ristrutturare le retoriche narrative con le quali ci raccontano (raccontano noi e ci danno l'impressione di potere, noi, raccontare noi stessi, dunque): ad accettare, in definitiva, che siano finiti i tempi delle Milano da bere e del consumo che manco si pone il problema della propria sostenibilità. C'è da capirli, vent'anni di Bengodi a matrice televisivo-generalista costruiscono l'impalcatura di un immaginario difficile da destrutturare, a meno che non siate Il Manifesto o Famiglia Cristiana (tra gli unici, con frequenza, ad esaltare non i furbismi de li furbetti, ma gli eroismi quotidiani e assolutamente non buonisti di chi ce la fa ad arrivare alla quarta settimana...).
Anche qui, l'impressione è che la Rete riesca a muoversi meglio, su queste cose...
venerdì 7 marzo 2008
una classe di docenti 2.0
Ho cominciato da due setimane un corso, in veste di docente.
Niente di strano, è il mio mestiere.
Solo che non insegno italiano e latino.
E non insegno neanche a dei ragazzi.
Quello che faccio è aiutare un gruppo di colleghi della mia scuola ad entrare nel mondo che, per coodità, chiamiamo web 2.0.
Per partire, non mi sono mosso da contenuti.
Prima mossa, invece. Ho aperto invece un blog su Wordpress (questo) ed ho "logato" tutti come editori. Ora tutti propongono temi e riflessioni e letture, o anche spunti divergenti ma interessanti. Perché, lavorando insieme così, esploriamo una socialità diversa tra docenti. E ce n'è tanto bisogno.
Seconda mossa, abbiamo cominciato a scrivere documenti collaborativi tramite Google docs.
La prossima settimana passeremo a Twitter, Facebook, Flickr e Youtube. Poi alle piattaforme di elearning.
Ma sempre come community.
Vi saprò dire.
Niente di strano, è il mio mestiere.
Solo che non insegno italiano e latino.
E non insegno neanche a dei ragazzi.
Quello che faccio è aiutare un gruppo di colleghi della mia scuola ad entrare nel mondo che, per coodità, chiamiamo web 2.0.
Per partire, non mi sono mosso da contenuti.
Prima mossa, invece. Ho aperto invece un blog su Wordpress (questo) ed ho "logato" tutti come editori. Ora tutti propongono temi e riflessioni e letture, o anche spunti divergenti ma interessanti. Perché, lavorando insieme così, esploriamo una socialità diversa tra docenti. E ce n'è tanto bisogno.
Seconda mossa, abbiamo cominciato a scrivere documenti collaborativi tramite Google docs.
La prossima settimana passeremo a Twitter, Facebook, Flickr e Youtube. Poi alle piattaforme di elearning.
Ma sempre come community.
Vi saprò dire.
sabato 23 febbraio 2008
sul Kosovo
Riprendo da bora.la la segnalazione di questo interessantissimo blog di un italiano in Kosovo. Leggetelo, val proprio la pena.
mercoledì 20 febbraio 2008
ancora sulle lezioni web 2.0
Prima settimana di rassegna stampa sul blog di classe. Giada, che ha passione politica, ha fatto un gran lavoro, e per farmi contento si è anche andata a leggere quotidiani che non ama particolarmente; il risultato, però, è stato notevole, visto che anche qualche sua compagna non molto attratta dalla politica ha mostrato gradimento e partecipazione. Federica forse ora ha le idee più chiare su alcune vicende recenti, Giorgetta ha scritto che ora seguirà di più, e così Samanta.
Cristian è riuscito finalmente a logarsi, e ha anche lasciato un commento!; Oscar, che è stato malato, ha seguito la settimana sul Web e ci ha mandato i suoi commenti e le sue riflessioni.
Federica B. ha scoperto il mondo di Google docs, ed ha anche visto che funziona la condivisione di documenti!
In classe? Beh, Leopardi è venuto tanto, tanto meglio: ci stiamo addentrando nelle trame narrative delle Operette morali e nel viluppo di idee e immagini sul desiderio e sul piacere, che non sono proprio la stessa cosa, e sul potere retorico del passato e del futuro appetto a quello esperienziale del presente...
Cristian è riuscito finalmente a logarsi, e ha anche lasciato un commento!; Oscar, che è stato malato, ha seguito la settimana sul Web e ci ha mandato i suoi commenti e le sue riflessioni.
Federica B. ha scoperto il mondo di Google docs, ed ha anche visto che funziona la condivisione di documenti!
In classe? Beh, Leopardi è venuto tanto, tanto meglio: ci stiamo addentrando nelle trame narrative delle Operette morali e nel viluppo di idee e immagini sul desiderio e sul piacere, che non sono proprio la stessa cosa, e sul potere retorico del passato e del futuro appetto a quello esperienziale del presente...
martedì 19 febbraio 2008
Facebook, politica partecipata ed elezioni
Il triestino Francesco Russo, già competitore per la segreteria regionale del Pd e candidato probabile alle elezioni regionali nella circoscrizione triestina, apre uno spazio su Facebook e crea anche un gruppo all'insegna dell'innovazione dei modi di comunicazione e di partecipazione politica nello stile web 2.0.
Segnalo anche che Walter Veltroni è su Facebook: qui (così ho scoperto come bisogna definirsi in quanto aderenti al Partito Democratico: liberal).
Segnalo anche che Walter Veltroni è su Facebook: qui (così ho scoperto come bisogna definirsi in quanto aderenti al Partito Democratico: liberal).
domenica 17 febbraio 2008
il mio intervento al Mittelcamp di Trieste...
...è qui ad opera del grande Mauro A. Del Pup, al quale devo quindi un calice di Traminer aromatico (beh, diciamo un primo calice) con un piatto di crudo di San Daniele.
mercoledì 13 febbraio 2008
prime riflessioni sul blog di classe
Da qualche settimana ho aperto con i miei allievi della II B del Liceo un blog a servizio della vita della classe.
Il blog lo trovate nel link sul menu qui a destra, ma comunque anche cliccando qui: per farlo funzionare, ho iscritto tutti gli allievi come "autori" e (quasi, per il momento) tutti si sono creati un account su Gmail.
In questi giorni abbiamo dato corpo ad un progetto collaborativo, che prende spunto anche da esigenze specifiche dei miei allievi, dato che buona parte di loro sarà maggiorenne per il 13 aprile e si troverà a votare per le Politiche e per le Regionali; insomma, abbiamo organizzato una rassegna stampa, che viene aggiornata giorno per giorno ed è aperta ai commenti. Ogni settimana due allievi seguono le vicende nazionali, due quelle regionali; a fine settimana, usando le funzioni collaborative di Google (condivisione dei documenti), preparano un sunto dei fatti e delle questioni salienti.
Facendo queste cose, mi sono chiesto se per caso non stessi appaltando un po' troppo invasivamente anche lo spazio del tempo più libero degli allievi; mi son risposto (anche se la risposta è provvisoria) che, invece, non faccio altro che dare visibilità a percorsi sottotraccia che invece la scuola normalmente capitalizza solo in parte. Percorsi che sono, appunto, legati alla capacità dei ragazzi di dar senso in tempi asincronici agli stimoli della vita quotidiana in classe; tutto questo di solito si perde, mentre, con un ambiente abitabile dove farne testimonianza, l'intuizione "fuori tempo" trova cittadinanza.
Per dire. Matteo S. ha avuto un'intuizione di lettura a margine di una lezione su Leopardi; l'ha messa nel blog, ed ora è parte di un percorso condiviso, è esplicita e fruibile, cosa che altrimenti non sarebbe accaduta. Ed è solo un primo esempio.
Il blog lo trovate nel link sul menu qui a destra, ma comunque anche cliccando qui: per farlo funzionare, ho iscritto tutti gli allievi come "autori" e (quasi, per il momento) tutti si sono creati un account su Gmail.
In questi giorni abbiamo dato corpo ad un progetto collaborativo, che prende spunto anche da esigenze specifiche dei miei allievi, dato che buona parte di loro sarà maggiorenne per il 13 aprile e si troverà a votare per le Politiche e per le Regionali; insomma, abbiamo organizzato una rassegna stampa, che viene aggiornata giorno per giorno ed è aperta ai commenti. Ogni settimana due allievi seguono le vicende nazionali, due quelle regionali; a fine settimana, usando le funzioni collaborative di Google (condivisione dei documenti), preparano un sunto dei fatti e delle questioni salienti.
Facendo queste cose, mi sono chiesto se per caso non stessi appaltando un po' troppo invasivamente anche lo spazio del tempo più libero degli allievi; mi son risposto (anche se la risposta è provvisoria) che, invece, non faccio altro che dare visibilità a percorsi sottotraccia che invece la scuola normalmente capitalizza solo in parte. Percorsi che sono, appunto, legati alla capacità dei ragazzi di dar senso in tempi asincronici agli stimoli della vita quotidiana in classe; tutto questo di solito si perde, mentre, con un ambiente abitabile dove farne testimonianza, l'intuizione "fuori tempo" trova cittadinanza.
Per dire. Matteo S. ha avuto un'intuizione di lettura a margine di una lezione su Leopardi; l'ha messa nel blog, ed ora è parte di un percorso condiviso, è esplicita e fruibile, cosa che altrimenti non sarebbe accaduta. Ed è solo un primo esempio.
sabato 9 febbraio 2008
State of the Net, seconda giornata (omaggio ad Alberto Arbasino)
Gaspar Torriero mena le danze con una presentazione more geometrico demonstrata sull'utopia politico-poetica del Web, ovverosia della comunicazione diretta e paritaria, con le sue implicazioni che riguardano la cerca delle notizie e la terra promessa in fondo, o in un altrove, cioè a dire la liberazione dal ruolo di consumatore.
L'incipit scabro ed essenziale modula le suggestioni della mattinata con De Biase sempre più ascetico ed il laptop della signora Tedeschini-Lalli di cui si aspetta il primo commento in un blog e Tagliapietra all'ennesimo clamore cravattesco, Giorgio Maistrello new entry on the stage e poi Granieri Sofi Levy Napoletano (oh that's in America) tra etica della notizia e politica spettacolo e Marco Formento citazionista e poi dopo buffet semiprimaverilmente soleggiato pallido e assorto spettacolo della politica ed Enrico Menduni che racconta di incidenti attestati da telefonini e Marina Remi che non appare abbastanza tossica per passare il casting e Beniamino Pagliaro collapsed di stanchezza ed Udine, Italy spiegata agli amici from USA e poi titoli di coda, ciao!
(Sto leggendo Alberto Arbasino, L'ingegnere in blu, e mi son fatto prendere la mano)
A margine:
1) pausa pranzo con Anna, commentando i superbi cartelloni about Caos calmo (libro che piacque molto ad entrambi e ieri anche approvato da Mafe de Baggis): ecco la cifra della nostra attualità che forse non è ancora postcontemporanea, le cose serie che intercettano la nostra leggerezza e la trasformano in levità;
2) Furio Honsell candidato Sindaco di Udine del PD, ecco nei giorni dell'innovazione una città che conferma di avere una vocazione per la sua classe dirigente (l'unica cosa che stona: e le primarie?).
Ciao ciao a: Enrico, Enrico Maria, Giorgio, Mauro A., Annalisa, Sergio, Beniamino.
L'incipit scabro ed essenziale modula le suggestioni della mattinata con De Biase sempre più ascetico ed il laptop della signora Tedeschini-Lalli di cui si aspetta il primo commento in un blog e Tagliapietra all'ennesimo clamore cravattesco, Giorgio Maistrello new entry on the stage e poi Granieri Sofi Levy Napoletano (oh that's in America) tra etica della notizia e politica spettacolo e Marco Formento citazionista e poi dopo buffet semiprimaverilmente soleggiato pallido e assorto spettacolo della politica ed Enrico Menduni che racconta di incidenti attestati da telefonini e Marina Remi che non appare abbastanza tossica per passare il casting e Beniamino Pagliaro collapsed di stanchezza ed Udine, Italy spiegata agli amici from USA e poi titoli di coda, ciao!
(Sto leggendo Alberto Arbasino, L'ingegnere in blu, e mi son fatto prendere la mano)
A margine:
1) pausa pranzo con Anna, commentando i superbi cartelloni about Caos calmo (libro che piacque molto ad entrambi e ieri anche approvato da Mafe de Baggis): ecco la cifra della nostra attualità che forse non è ancora postcontemporanea, le cose serie che intercettano la nostra leggerezza e la trasformano in levità;
2) Furio Honsell candidato Sindaco di Udine del PD, ecco nei giorni dell'innovazione una città che conferma di avere una vocazione per la sua classe dirigente (l'unica cosa che stona: e le primarie?).
Ciao ciao a: Enrico, Enrico Maria, Giorgio, Mauro A., Annalisa, Sergio, Beniamino.
venerdì 8 febbraio 2008
State of the Net, prima giornata
Puntuale da buona tradizione nordestina, il vostro umile scrivano col sodale Mauro A.Del Pup si è presentato stamane al Cinema Visionario di Udine per la prima giornata di State of the Net. Atmosfera piacevole, tempi delle varie sessioni rispettati, spunti vari per riflessioni articolate. Spiluccando qua e là, le tre cose che mi hanno maggiormente colpito:
1) l'uso (direi batesoniano) della categoria di "ecologia" da parte del professor Rullani per definire la complessa serie di relazioni che nella Rete e con la Rete si aprono e che vanno governate; dall'ecologia della mente, si potrebbe dire, bisogna passare all'ecologia della rete;
2) i tre parametri della nuova sostenibilità, come li ha indicati Luca De Biase, e che potrebbero essere l'ossatura per un vero e proprio programma di governo: sostenibilità ambientale; sostenibilità sociale; sostenibilità culturale;
3) l'approccio di Gigi Tagliapietra alla questione del governo della massa di possibilità di socializzazione e accesso alla conoscenza del web 2.0: la respons-abilità (sic!) individuale..
giovedì 7 febbraio 2008
temi caldi per the State of the Net
Marco Pratellesi ci scrive qui che il Corriere rende disponibile online il proprio archivio storico dal 1992 ad oggi. L'onda del web 2.0 accelera dunque aperture e dinamismi; è un buon viatico per le discussioni di State of the Net .
Mi paice linkarvi questo articolo, in un certo senso la certificazione dell'inizio di un perido storico che ancora non sappiamo decifrare.
Mi paice linkarvi questo articolo, in un certo senso la certificazione dell'inizio di un perido storico che ancora non sappiamo decifrare.
martedì 5 febbraio 2008
consiglio comunale di Pordenone del 4 febbraio - sintesi
Nel video trovate la sintesi del Consiglio di ieri sera, che ho anche narrato via Twitter.
Sul sito di pnbox, raggiungibile anche con link dal sito del Comune di Pordenone, sarà possibile vedere gli interventi "montati" della seduta tra circa una settimana. Troppo, forse, per una reale partecipazione; rimarrà l'interesse documentario per conoscere cosa dicano e facciano i vari consiglieri comunali.
La diretta, come forma di partecipazione, sarebbe naturalmente meglio.
Ringrazio Stefano Polzot che sul Messaggero veneto ha voluto segnalare questa mia iniziativa.
Sul sito di pnbox, raggiungibile anche con link dal sito del Comune di Pordenone, sarà possibile vedere gli interventi "montati" della seduta tra circa una settimana. Troppo, forse, per una reale partecipazione; rimarrà l'interesse documentario per conoscere cosa dicano e facciano i vari consiglieri comunali.
La diretta, come forma di partecipazione, sarebbe naturalmente meglio.
Ringrazio Stefano Polzot che sul Messaggero veneto ha voluto segnalare questa mia iniziativa.
lunedì 4 febbraio 2008
Un esperimento video: gli argomenti del Consiglio comunale di Pordenone di oggi 4 febbraio
Oggi alle 18 c'è Consiglio comunale a Pordenone. Ho voluto provare a riassumervene i contenuti in questo video.
mercoledì 30 gennaio 2008
Semiotica della vita ed abitanza (courtesy by Roberto Cescon)
Il mio collega Roberto Cescon ha scritto queste dense ed interessanti note sulla conversazione con Giorgio Jannis di ieri; le posto qui.
SEMIOTICA DELLA VITA ED ABITANZA
SOMMARIO
1. La semiotica della vita, ovvero la definizione allargata di testo;
2. Il concetto di paesaggio come testo tecnologico;
3. Abitare la rete.
1. La semiotica della vita, ovvero la definizione allargata di testo.
Oggi Jannis ci ha mostrato come tutto possa essere interpretato alla luce della potenza della semiotica, che è in ultima analisi un modo razionale di smontare la realtà in infiniti segni e unità di significato.Al di là degli esempi e dei sotterranei link che in questo momento si accendono in me, tutto ciò mi fa pensare innanzitutto all’importanza dell’atto comunicativo in sé, che ci distingue in quanto membri della specie umana. Nel corso dei secoli infatti abbiamo elaborato innumerevoli codici linguistici che nondimeno rispondono tutti alla medesima istanza: comunicare. In altre parole, i moventi che sottostanno ai codici linguistici – alla produzione di «testi» - rappresentano sempre l’estremità visibile delle stesse esigenze che ci hanno attraversato sin da quando siamo scesi dagli alberi e ci siamo relazionati in una dimensione comunitaria.
2. Il concetto di paesaggio come testo tecnologico.
L’idea di paesaggio come spazio tecnologico è per me molto affascinante, poiché – deformazione professionale – offre lo spunto per alcune considerazioni letterarie.Se infatti tale idea di paesaggio è in apparenza stridente con la tradizione letteraria, che lo ha visto associato ad una dimensione idillica o, per contro, deturpata, pensare al paesaggio come costruzione millenaria in costante dialogo con l’uomo e come «testo» che si arricchisce nel tempo, può essere una importante chiave interpretativa nella poesia contemporanea. Infatti la poesia, che è espressione dell’identità umana che si misura con lo spazio, negli ultimi decenni rileva non solo il mutamento oggettivo del paesaggio, ma soprattutto il mutamento nel modo di concepirlo, come oggetto semiotico e tecnologico, producendo in particolare tre movimenti: il recupero del paesaggio della memoria (oggi scomparso) (è la direzione seguita, per esempio, dai poeti dialettali); il tentativo di comprendere le trasformazioni del corpo paesaggio che si va «spaesaggiando», e che scorre accanto ad uno stravolgimento profondo del linguaggio (vedi Zanzotto); la consapevolezza dell’inesorabilità delle trasformazioni e la volontà di decifrarle con un fiducioso movimento in avanti (penso alle spinte neoavanguardistiche e ai loro effetti di deriva).
3. Abitare la rete.
Abitare la rete è una questione sempre più ineludibile per chiunque. Tanto più per un umanista, dal momento che da sempre la cultura e la letteratura si fondano sullo scambio di informazioni, sulla costruzione di reti di pensiero e di idee, motori mobili della storia e della stessa tecnologia.Ciò comporta un diverso modo di fruire le informazioni e di interiorizzare i supporti tecnologici che cambiano il nostro modo di percepire le cose fino ad influenzare il modo di organizzare la nostra memoria (penso a quanti di noi non si ricordano più i numeri di telefono perché ci affidiamo alla SIM del nostro cellulare. Persa quella, una parte della nostra memoria verrebbe cancellata. La SIM allora fa parte della nostra memoria? È altro da noi?).L’«essere digitali» – per dirla alla Negroponte – condiziona il nostro modo di organizzare la sintassi e la pragmatica dei nostri pensieri e dei nostri «testi».Infine proprio il concetto di «abitanza», contrapposto a quello di cittadinanza, mi sembra introduca un nuovo paradigma di dimensione comunitaria con riflessi nella storia contemporanea. Se infatti oggi ciascun individuo può crearsi una finestra dove si autorappresenta e comunica le proprie idee, condividendole (e in tal modo la rete così costruita, l’abitanza condivisa, crea communities mobili, aggregate solo da un clinamen interiore), tutto ciò pone nuovi problemi politico-sociologici, se penso che la storia del secondo Novecento (e non solo) è stata segnata dalla forte dicotomia – nella contesto del comunismo e del reaganismo - tra «società» e «individuo». L’abitanza individua forse un’interessante alternativa a tale dicotomia.
martedì 29 gennaio 2008
Giorgio Jannis al Leomajor di Pordenone
Ricca di suggestioni da approfondire la conversazione che questa mattina Giorgio Jannis ha tenuto agli studenti del quarto anno del Liceo Leopardi-Majorana di Pordenone orientati a scegliere un percorso di studi universitari nell'ambito umanistico. Tra le multiformi aperture che le parole di Giorgio hanno suggerito (il passaggio repentino dell'economia friulana dal Medioevo al postmoderno; il 1972 come anno-chiave nella definizione della modernità...) i giovani esponenti della (si spera) prima avanguardia della classe dirigente dei nativi digitali hanno avuto modo di riflettere su due grossi nuclei concettuali:
1) la fondamentale importanza della comprensione della stratificata natura dei contesti comunicativi di cui la modernità è satura;
2) la decisiva valorizzazione del gruppo come nodo decisivo nella narrazione portatrice di senso; gruppo che, nel web 2.0, si fa non gerarchico ma, non per questo, indifferenziato.
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