giovedì 24 dicembre 2009

lunedì 21 dicembre 2009

caro Babbo Natale...

Caro Babbo Natale...



(Siamo passati dai papiri alle pergamene alla stampa, dal rotolo al libro, ecchessaramai...)

mercoledì 9 dicembre 2009

pazienza e impazienza

Oggi sono entrato in un ufficio postale per pagare una bolletta. C'erano tante persone anziane, ed erano lì tutte per la pensione.
L'impiegato allo sportello ripeteva ad ognuno che oggi le pensioni non si potevano pagare, pare che il denaro non fosse stato consegnato alla filiale.
Ma parecchi di quei pensionati non tornavano a casa, dopo la risposta, restavano lì.

Mentre attendevo il mio turno, ascoltavo brandelli di discorsi: stavano lì -erano ormai le 13- in attesa di un provvidenziale arrivo del portavalori col denaro delle loro pensioni. O di uno straordinario versamento che consentisse, non si sa come, all'impiegato di disporre del denaro per quelle pensioni.
Senza rabbia, senza acrimonia: lì, in attesa di qualcosa.
La mia impazienza per l'attesa del mio turno è evaporata, di fronte a quei pazienti, esasperati pensionati.

Sono uscito dall'ufficio, dopo un po'. Dietro la mia auto, si è avvicinato, per parcheggiare al mio posto, un signore che, contemporaneamente: fumava; parlava al cellulare; masticava una gomma; lampeggiava con gli abbaglianti.
Sono sceso, più che altro per controllare quante mani avesse.
Due,pareva.
L'impazienza mi è tornata.

venerdì 4 dicembre 2009

nessuno ascolta nessuno

Quando, come oggi, ho da rientrare a scuola il pomeriggio, mi fermo a mangiare in un piccolo locale vicino a Corso Garibaldi. Fanno bene panini caldi e primi, cose buone per bancari, avvocati, impiegati in pausa pranzo; poco prima dei tre quarti d'ora di fuoco di quell'intervallo, il posto è frequentato per gli aperitivi -rigorosamente vini, che il proprietario sa scegliere con gusto.
Oggi mi son trovato lì a cavallo tra l'ora degli aperitivi e quella della pausa pranzo, e dal mio tavolo ho assistito ad una conversazione tra aperitivisti.
Tre signori di mezz'età, artigiani e piccoli imprenditori.
Parlavano della crisi -di che altro si parla, oggi, peraltro, nei posti dove ci sono le persone reali?
Il locale, va detto, è un posto dove i quotidiani a disposizione sono Libero ed il Giornale: ma. Non si lamentavano delle tasse. Della sinistra. Dei giudici.
Quelle, le tasse, diceva uno di loro, ci sono, si sa. Tante, concordavano. Ma senza acrimonia.
-Insomma(ha detto un altro). Quando le cose andavano bene, qualche anno fa, ci lamentavamo. Adesso, che c'è davvero da lamentarsi, nessuno ci può più ascoltare.
Ma nessuno ascolta più nessuno.

mercoledì 2 dicembre 2009

scetticismo e certezze

Aurelia insegna storia e filosofia; si è laureata su Pirrone e lo scetticismo antico, e nel suo caso l'argomento della tesi si è incontrato con i giudizi sulla vita e, dentro questi, sulla scuola.
Per Aurelia, tutto quello che è, potrebbe essere diversamente, o non essere.
Gli studenti seguono le lezioni?
Va bene.
Non le seguono?
Va bene lo stesso.
I colleghi la apprezzano?
Ottimo.
La criticano?
Ottimo anche questo.

Ieri, in aula insegnanti, si parlava delle incertezze sul futuro della scuola in generale e del nostro istituto in particolare.
Che materie ci saranno?
Come saranno fatte le cattedre?
L'istituto sarà tenuto unito?
Sarà diviso?
Avremo le sedi di quest'anno?
Altre?
Queste e siffatte domande facevano il giro della stanza; ad un certo punto Aurelia, che se ne stava seduta in silenzio su un divano, si è alzata ed è sbottata:
-Eh, no! Qualche certezza ci deve pur essere.

martedì 1 dicembre 2009

ascolta

(Andando a scuola, la mattina, per strada)
(Studentessa davanti a me, al cellulare)
-Ascolta , è importante, ascolta...senti, ho da dirti questa cosa, ascolta bene...non interrompermi eh....ascolta...bon, ci sentiamo dopo, ho finito il credito.