L'incrocio tra viale della Libertà e viale Dante che farò quattro volte al giorno. Prima del semaforo, una Mercedes grigio metallizzata ferma, i quattro lampeggianti all'opera, a segnalare che il guidatore è nei paraggi e ha pensato bene di lasciare lì, in prossimità di una svolta obbligata, il suo mezzo. Una vocina classista dentro di me chiede se ho mai visto una Panda, con le frecce a lampeggiare sull'incrocio.
Il semaforo è rosso, mi fermo dietro ad una corriera dell'Atap.
Da dietro la corriera, passando tra le auto, si muove una ragazza sui venticinque, coda di cavallo nera, nero l'occhiale da sole, jeans stinti stretti, con vita bassa d'ordinanza, sandalo aperto con tacco 12 e tatuaggio in buona vista su entrambe le caviglie. Sguardo velinesco in posa, adeguato alla risaputa superbia del look.
E' la conducente della Mercedes, verso la quale si dirige. La vocina classista sta per dire qualcosa, ma le intimo di lasciar perdere.
Ma, ecco, il sandalo sbanda, la cavigli tatuata cede, e la bocca della similvelina si apre in una smorfia di sorpreso spavento, e gli occhi si ravvivano del lampo dello sbigottimento.
In questo momento la tamarra d'ordinanza di prima si è rivelata come creatura, come persona. In questo momento, come dire, è diventata il centro di un umano interesse. La vocina è d'accordo.
E' solo un momento, naturalmente, passato lo stupore la guidatrice di Mercedes torna in posa. L'umano interesse svanisce, quello di plastica che l'insieme ricomposto evoca non interessa a me.
Ecco, ho pensato, una metafora esatta dei tempi che attraversiamo.
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domenica 21 giugno 2009
martedì 28 aprile 2009
dubius Latine loquendo
Dubius sum an, Latine loquendo, consilia mea clariora fiant. Forsitan, Graece et Latine cum ea expromam, melius decernam inter ancipitia.
mercoledì 25 marzo 2009
soli
Gli inviti all'ottimismo si sprecano, di questi tempi. Ogni mattina la prima notizia di Sky Tg 24 ha per protagonista un imprenditore ora in politica che ci invita ad essere ottimisti: e se non è lui a farlo, c'è l'uomo dei sogni americani al suo posto.
Ora, in questi giorni attorno a me vedo tante persone che proprio non ce la fanno ad essere ottimiste, e non necessariamente perché risentano della crisi finanziaria prima e strutturale poi. Non ci riescono perché stanno male, dei mali del fisico e del cuoricino e della testa, e non credo che un taglio del prime rate o un paio di stanze con bagno in più in villetta cambino loro la vita. Non credo neppure che per star meglio serva loro declinare, come sta avvenendo, in termini puramente economici parole come "solidarietà" e "aiuto" (tutti hanno bisogno di aiuto, mica solo le imprese).
Tante persone che stanno male attorno a me stanno male perchè sono tremendamente, irrimediabilmente, inconsapevolmente sole. Sole col proprio narcisismo e con le proprie paure, col proprio bisogno di parlare al mondo e con i silenzi assordanti delle parole in serie, con i propri malesseri e con gli insoddisfacenti benesseri.
E le parole per loro ("loro"? siamo tutti "loro"), semplicemente, non si trovano, o stanno, stravolte e sconvolte, nei titoli di Bloomberg TV.
Ora, in questi giorni attorno a me vedo tante persone che proprio non ce la fanno ad essere ottimiste, e non necessariamente perché risentano della crisi finanziaria prima e strutturale poi. Non ci riescono perché stanno male, dei mali del fisico e del cuoricino e della testa, e non credo che un taglio del prime rate o un paio di stanze con bagno in più in villetta cambino loro la vita. Non credo neppure che per star meglio serva loro declinare, come sta avvenendo, in termini puramente economici parole come "solidarietà" e "aiuto" (tutti hanno bisogno di aiuto, mica solo le imprese).
Tante persone che stanno male attorno a me stanno male perchè sono tremendamente, irrimediabilmente, inconsapevolmente sole. Sole col proprio narcisismo e con le proprie paure, col proprio bisogno di parlare al mondo e con i silenzi assordanti delle parole in serie, con i propri malesseri e con gli insoddisfacenti benesseri.
E le parole per loro ("loro"? siamo tutti "loro"), semplicemente, non si trovano, o stanno, stravolte e sconvolte, nei titoli di Bloomberg TV.
giovedì 5 febbraio 2009
Facebook e la vita che avresti potuto
Mi hanno raccontato di una nuova tendenza che Facebook sta alimentando: quella degli ex che si ritrovano e, a seconda dei casi, rimpiangono i bei tempi, rammemorano le occasioni perdute, trasformano le antiche braci in amicizia, riaccendono la passione, ricominciano ad insultarsi. Con tutte le gradazioni dal virtuale al reale, naturalmente. Mi pare che gli Anglosassoni questa cosa l'abbiano definita "Retrosexual".
Facebook, insomma: tra le altre cose (alcune molto buone, naturalmente), un posto dove ri-vivere le vite che non hai vissuto e che avresti potuto. E con quella che attraversi (dire "hai" è un po' troppo), come la metti?
Facebook, insomma: tra le altre cose (alcune molto buone, naturalmente), un posto dove ri-vivere le vite che non hai vissuto e che avresti potuto. E con quella che attraversi (dire "hai" è un po' troppo), come la metti?
sabato 31 gennaio 2009
sogno
Arrivo nella mia città di sera, non so con che mezzo.
Non so nemmeno dov'è casa mia. Entro in una cabina telefonica per telefonare a qualcuno -credo i miei genitori-, perché me lo dica.
Piove.
L'unica cosa che mi pare di sapere è che la casa sia molto lontana da dove mi trovo ora.
Non so nemmeno dov'è casa mia. Entro in una cabina telefonica per telefonare a qualcuno -credo i miei genitori-, perché me lo dica.
Piove.
L'unica cosa che mi pare di sapere è che la casa sia molto lontana da dove mi trovo ora.
venerdì 30 gennaio 2009
L'uccellino buddista
L'uccellino buddista (la storia la trovate qui) sta posato sulla spalla e dice, ogni giorno: "E se questo fosse l'ultimo? Stai vivendo la tua vita come devi?"
sabato 24 gennaio 2009
così
Periodo così.
La soglia perché qualche cosa mi paia da scriversi sul blog, si è alzata. E quindi, non scrivo.
La soglia perché qualche cosa mi paia da scriversi sul blog, si è alzata. E quindi, non scrivo.
martedì 23 dicembre 2008
per quest'anno...
...vi saluto; auguro a tutti ogni bene, e un po' di calore vero. Bordopagina onora le feste e conta ragionevolmente di tornare a gennaio.
mercoledì 3 dicembre 2008
giovedì 27 novembre 2008
splendidi quarantenni
Va bene, è vero: un po' più di fatica a correre dietro ai bambini, meno scioltezza nello smaltire serate di cibo pesante, qualche indulgenza di troppo nelle proprie abitudini.
Però anche, con sorpresa, il ritorno di una sacrosanta intransigenza rispetto all'importanza delle cose importanti; la capacità di contare fino a far passare lo spazio della reazione irriflessa; l'urgenza di non sprecare, ma anche di non risparmiarsi.
Ecco, sto diventando vecchio, e non è, del tutto, un male.
Però anche, con sorpresa, il ritorno di una sacrosanta intransigenza rispetto all'importanza delle cose importanti; la capacità di contare fino a far passare lo spazio della reazione irriflessa; l'urgenza di non sprecare, ma anche di non risparmiarsi.
Ecco, sto diventando vecchio, e non è, del tutto, un male.
martedì 14 ottobre 2008
consiglio comunale del 13 ottobre
Un consiglio che ha avuto come centro la conclusione della discussione della delibera sul fiume Noncello. Approvato, senza accoglimento di emendamenti, il documento che la Commissione ha elaborato nel corso dei suoi lavori. Ora il Consiglio sospende i suoi lavori per tre, forse quattro settimane.
lunedì 22 settembre 2008
onorare il tempo
In mezzo al freddo di stamattina, sbuca il sole e chissà da dove, due farfalle gialle, davanti ai finestroni dell'aula.
E' stato loro concesso questo tempo, e lo onorano.
Pomeriggio, dalle parti del Sacro Cuore, al ritorno dall'asilo con Benedetta. Un uomo e una donna sull'ottantina, seguiti a giocare a briscola nel giardinetto di un condominio, con la coperta sulle gambe.
E' stato loro concesso questo tempo, e lo onorano.
E' stato loro concesso questo tempo, e lo onorano.
Pomeriggio, dalle parti del Sacro Cuore, al ritorno dall'asilo con Benedetta. Un uomo e una donna sull'ottantina, seguiti a giocare a briscola nel giardinetto di un condominio, con la coperta sulle gambe.
E' stato loro concesso questo tempo, e lo onorano.
domenica 14 settembre 2008
Federico Tavan a Pordenone
Con Aldo Colonnello che cercava di prolungare il piacere dello stare insieme cercando un'ultima precisazione, un ultimo testo da leggere, si è conclusa la giornata dedicata all'apertura della mostra fotografica su Federico Tavan e alla presentazione del volume dedicato al poeta di Andreis.
Veniteci, venticinque lettori scarsi, e fate venire i vostri amici, a Pordenone, in via Bertossi, al piano terra della ex scuola media "Giovanni Antonio": le sale ancora al grezzo, in cerca d'autore per il loro futuro, sono scandite dalle nitide fotografie di Danilo De Marco che svelano una, cento, mille espressioni di Federico Tavan e le innumerevoli storie che vi si celano; dall'alto, poi, calano le tele gialle che riproducono testi manoscritti del poeta e, alla fine, due sale replicano filmati che hanno in Tavan il protagonista.
E' stato bello esserci, all'inaugurazione della mostra fotografica, con Danilo De Marco e l'infaticabile Assessore Gianni Zanolin ancora accaldati per l'ultimo ritocco alla sistemazione di una foto, di una luce, di una didascalia, e sentire l'orgoglio del Sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello e del Presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Romor; è stato bello essere accalcati oggi pomeriggio a sentire Anna De Simone, Paolo Medeossi, Pierluigi Cappello e Gian Paolo Gri, le letture della voce calda di Massimo Somaglino, e ad accogliere Federico, smagrito e invecchiato, all'inizio un po' esitante, ma poco per volta sempre più padrone della propria voce nella lettura delle sue poesie.
Venite fino al 5 ottobre a vedere la mostra, leggete il libro pubblicato da Forum, sostenete la mozione per la concessione dei benefici della "Bacchelli" a Tavan (averla presentata, aver potuto presentarla è per chi vi scrive giustificazione a sopportare anche i momenti più pesanti di ogni seduta del Consiglio comunale).
Federico Tavan, la cui voce rende abitabile la scomodità dell'esistenza, dicibile il radicale spaesamento di ognuno di noi.
sabato 13 settembre 2008
ultimo giorno d'estate
Le previsioni del tempo così nette nel pronosticare il calo delle temperature e la pioggia, da giorni, hanno permesso, ieri, di apprezzare i segnali del congedo dell'estate e di stare attenti ai presagi della stagione in arrivo.
L'ultima aria afosa, quindi, ieri mattina in centro, l'ultimo sole ancora solidamente aggressivo; e poi, nel primo pomeriggio, da un non-luogo come l'Outlet di Palmanova, il saturarsi dell'umidità nell'aria e l'ingrigirsi dell'orizzonte, dalla parte del mare.
C'è stato tempo per riempirsi di quest'ultimo sole estivo, e pensare che, in fondo, il caldo non è poi così male, e se si fa fatica a pensare, e a studiare, è per altre ragioni.
C'è stato tempo per guardare ancora, coerenti col clima, i bermuda a scacchi di Andrea, il vestitino bianco con le bretelline di Benedetta (oggi sono ripiegati, ai bordi dei letti, anacronostici).
C'è stato tempo per un altro sguardo alle infradito, alle maglie con le spalline sottili, ai pantaloncini, a questa moda estiva che rende le donne solari e gli uomini incongrui.
La pioggia, poi, mi ha preso mentre caricavo in macchina la busta con le scarpe che ho comprato, e ne traevo gli ombrelli. Le scarpe, nere, sono di quelle pesanti e solide, da inverno appunto. E all'Outlet ho trovato anche il cappotto che cercavo, e l'ho comprato, sempre un po' incredulo del fatto di disporre di un po' di soldi da spendere, incredulo dell'essere adulto.
lunedì 1 settembre 2008
primosettembre
Daniela beve il caffè veloce e si veste per andare a lavorare.
Il cantiere di fronte alla finestra dello studio che si anima dalle 7 del mattino.
Il traffico sulla strada.
I gol della partite di ieri su Sky.
Gli articoli dei quotidiani locali sulle prossime scadenze del consiglio comunale.
Il programma di pordenonelegge.it.
La lettera della scuola dell'infanzia di Benedetta.
La lettera della scuola elementare di Andrea.
La convocazione del collegio docenti.
I programmi delle stagioni del Teatro Verdi e del Giovanni da Udine.
Gli scritti degli "esami i riparazione".
I libri che ho letto e quelli che non ho letto.
Le folle di ricordi estivi, di aspettative autunnali.
E' il primo settembre.
Il cantiere di fronte alla finestra dello studio che si anima dalle 7 del mattino.
Il traffico sulla strada.
I gol della partite di ieri su Sky.
Gli articoli dei quotidiani locali sulle prossime scadenze del consiglio comunale.
Il programma di pordenonelegge.it.
La lettera della scuola dell'infanzia di Benedetta.
La lettera della scuola elementare di Andrea.
La convocazione del collegio docenti.
I programmi delle stagioni del Teatro Verdi e del Giovanni da Udine.
Gli scritti degli "esami i riparazione".
I libri che ho letto e quelli che non ho letto.
Le folle di ricordi estivi, di aspettative autunnali.
E' il primo settembre.
venerdì 6 giugno 2008
pensiero della differenza (i "veri" uomini di oggi)
Ho in casa un prototipo della femminista che non rinnega la femminilità, nella fattispecie della mia oggi quinquenne delizia a nome Benedetta Antonia, alias (tra gli altri) Topina.
Esempio, odierno: al rientro dalla festa di compleanno, Benedetta comincia ad assemblare i pezzi della cucina di legno che le è stata regalata.
"Faccio da sola! Ti chiamo solo se serve!"
Poi.
Sul divano, mentre legge: "Papi, mi porti un po' di pane e Nutella?" (guardo sua madre, cenno d'assenso: giorno di compleanno, diritto a strappare varie regole).
Porto pane e Nutella.
"Ringrazia papà", le dice Daniela.
Ed ecco:
"Grazie, papi, ti sei comportato da vero uomo".
giovedì 5 giugno 2008
le grandi questioni metafisiche di fine anno scolastico
Il voto, o la qualità?
Le relazioni collettive, o le prestazioni individuali?
L'insegnante-Fiorello o l'insegnante-Mourinho?
La cruda realtà o le dolci perifrasi?
Bravi e gelidi, o scarsi e umani?
Assertivi o inquisitivi?
Niente pacati equilibrismi.
Rispondete aut-aut.
Rispondete senza barare.
E poi, fatevi sapere.
Perché è un test d'autoconoscenza.
Ed è anche un test politico.
Le relazioni collettive, o le prestazioni individuali?
L'insegnante-Fiorello o l'insegnante-Mourinho?
La cruda realtà o le dolci perifrasi?
Bravi e gelidi, o scarsi e umani?
Assertivi o inquisitivi?
Niente pacati equilibrismi.
Rispondete aut-aut.
Rispondete senza barare.
E poi, fatevi sapere.
Perché è un test d'autoconoscenza.
Ed è anche un test politico.
giovedì 29 maggio 2008
benvenuti in Italia
In biblioteca questa mattina mi fermo a scambiare qualche opinione sulle prove comuni d'italiano, che abbiamo da poco svolto per i ragazzi che affrontano l'Esame di Stato, con Angela, una giovane e tosta collega. E' un po' dispiaciuta da una recente conversazione con delle sue allieve, di una classe che ha lavorato a corrente alterna, maluccio insomma: le fanciulle l'hanno informata che hanno preso referenze e che sanno che il commissario (o la commissaria, non so bene) d'esame d'italiano è "buona (buono)", e tanto insomma basti.
Ha ragione Angela a dispiacersi. Ho appena dato una scorsa ai vari siti web sugli esami, studenti.it, maturita.it e affini, insomma, roba così, e la capisco: c'è una quantità inimmaginabile di ragazzi che s'informa di gusti, preferenze, inclinazioni, debolezze e affini di reali o probabili presidenti o commissari; mi aspetto che qualcuno elabori consigli sul vestiario, sulla prossemica, sull'intonazione della voce a seconda di questo o quell'altro.
Insomma, benvenuti in Italia: anzichè studiare ed essere preparati per una nutrita serie di buone ragioni metafisiche, strategiche e tattiche, ecco le nuove e baldanzose generazioni ripetere pedisseque le strade dei loro padri (ahimè, io e i miei coetanei) e infrattarsi come sempre nel terreno della conoscenza utile, dell'appoggio, dell'aggancio, del pettegolezzo stategico, dell'aneddoto vincente, dell'amico dell'amico dell'amica, e dell'infinita letteratura secondaria (di fatto e di qualità) che ne deriva ...
Ma, come scrive Martin Amis, l'informazione, quella vera, "non è nulla, e arriva di notte", cogliendo, com'è ovvio, tutti impreparati.
martedì 27 maggio 2008
consiglio comunale del 26 maggio
Dovrei parlarvi del Consiglio comunale di ieri sera a Pordenone, e del dibattito sulla mozione presentata dal "Gruppo della libertà" in merito alla mancata visita di Papa Bendetto XVI alla "Sapienza". Dovrei, ma tutto quello che potrei dire sulla cosa in sè, e su come la discussione si è svolta, si riassume nelle parole di Maria Giordana Panegos, la capogruppo del "Fiume", così riportate da Loris Del Frate: "Chi ha votato contro la mozione non ha voluto negare la solidarietà al Papa, ma si è espresso contro le strumentalizzazioni dell'opposizione di centrodestra che è riuscita persino a chiedere il licenziamento dei docenti che hanno firmato la lettera di protesta." Davvero una sintesi compiuta, cui nulla è da aggiungere.
Dovrei allora parlare del giochino delle parti, di come il voto -non la sua sostanza, ma il balletto dei pronunciamenti- diventi oggetto d'interpretazioni, di tensioni esterne ed interne, canovaccio per la nuova commedia...ma per questo rimando agli articoli in merito dei due quotidiani locali.
Non ho voglia, insomma, di parlare di teatrini (non è teatro: è teatrino, questo, infatti).
Di persone intelligenti che pensano sia intelligente (in realtà, è solo astuto) recitare nei teatrini.
Di semplificazioni culturali imbarazzanti, di tentativi di adattare parole da pronunciare con circospezione (religione, cattolicesimo...) a giacigli di Procuste effimeri: delle suddette persone intelligenti, che semplificano per andare incontro allo spirito dei tempi (ma lo Spirito, quello, è altra cosa...).
No, scusatemi, non ne parlo.
E Sua Santità ci perdoni.
sabato 24 maggio 2008
24 maggio
Pordenone è festosamente invasa dai Bersaglieri, che celebrano qui il loro raduno nazionale di quest'anno.
A pochi chilometri, il Piave, in attesa di sapere quale straniero far passare e quale no, non mormora e -come direbbe Zanzotto- "paesaggisce" tra Pedemontana e Villettopoli.
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