Il condominio in cui vivo ospita uffici, negozi e una trentina di famiglie, tra le quali una di ghanesi. Non li vedo quasi mai, se non il loro capofamiglia, in compenso in questi mesi ho seguito le vicende di quello che pare essere il membro più strategico della famiglia.
E' un camioncino bianco, un vecchissimo Transit la cui targa rimonta alla metà degli anni Ottanta. Credo sia usato per trasportare le poche cose che servono a metter su provvisioriamente casa per amici e parenti e conoscenti, insomma il camioncino è il vettore di una microeconomia marginale, residuale e familistica.
La sua carrozzeria svela colpi, aggiustamenti, ruggini: ma è il meno, il guaio è che il camioncino si ferma un giorno sì e un giorno no. E si ferma dove vuole, spessissimo nel piazzale davanti al condominio, dove il suo proprietario lo accudisce, frequentemente con l'aiuto di suoi amici, in un susseguirsi di interventi d'emergenza, dai quali evidentemente dipende il funzionamento di questo microsistema, nei suoi gesti di destinazione: dormire in un letto, avere un armadio dove riporre le proprie cose.
E' una vita che mi scorre accanto, cui io porgo i semplici gesti di cortesia che ci si scambia tra condomini, insomma: ed in questi giorni, nei quali il camioncino è fermo nel piazzale, parcheggiato evidentemente per rassegnazione a qualche sua magagna tosta, non posso fare a meno di pensare a quanto di un'economia di quieta, invisibile sussistenza si sia ingrippato.
Ma il signore ghanese, quando m'incrocia, mi saluto sorridente, ed io faccio lo stesso con lui, e tutto resta al suo posto, come si vuole di questi tempi, quietamente e ingiustamente.
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sabato 28 novembre 2009
mercoledì 25 novembre 2009
un sobrio desiderio di Natale
Nedl mio condominio, un piano sotto il mio, abita una coppia di quasi trentenni. Sono due persone quiete ed educate, che lavorano dalla mattina presto (lui esce prima di lei) ed il fine settimana recuperano.
Due persone che non vanno mai oltre il segno.
Due persone sobrie.
E' da metà novembre che questi due ragazzi "very normal" hanno esposto, sul balcone, le illuminazioni natalizie.
Sobrie, una striscia di aghi di pino sintetici con luci piccole e bianche.
Sobrie, ma lì da metà novembre.
Mi son detto: hanno voglia di Natale, lo stanno chiamando.
Sobri, senza urla, ma lo chiamano.
Un Natale sobrio, senza fragore, ma che arrivi, per piacere.
Due persone che non vanno mai oltre il segno.
Due persone sobrie.
E' da metà novembre che questi due ragazzi "very normal" hanno esposto, sul balcone, le illuminazioni natalizie.
Sobrie, una striscia di aghi di pino sintetici con luci piccole e bianche.
Sobrie, ma lì da metà novembre.
Mi son detto: hanno voglia di Natale, lo stanno chiamando.
Sobri, senza urla, ma lo chiamano.
Un Natale sobrio, senza fragore, ma che arrivi, per piacere.
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