lunedì 29 settembre 2008

variante

"Come si dice addio, vita della mia vita?"
"Tutto il mondo ha voglia di ballare, prima di sparire."

giovedì 25 settembre 2008

quiz di scrittura pordenonese

"Come si dice addio, prima di sparire?"
"Vita della mia vita: tutto il mondo ha voglia di ballare".

martedì 23 settembre 2008

il consiglio comunale del 22 settembre

Diciamo dunque ch'è stato un primo giorno di scuola, ancora un po' scomposto, in cerca ancora di una trama per farsi raccontare. C'è di nuovo che il Comando dei Carabinieri si farà altrove non più nell'area ex Tomadini, che però non verrà destinata ad edilizia residenziale, bensì dalle parti di via Planton (e dunque avremo Carabinieri e Finanzieri vicini), e che si farà una scuola materna comunale, a Vallenoncello, anche se a Daniele Caufin non piace, né s'è capito perché (ma era tardi).

lunedì 22 settembre 2008

onorare il tempo

In mezzo al freddo di stamattina, sbuca il sole e chissà da dove, due farfalle gialle, davanti ai finestroni dell'aula.
E' stato loro concesso questo tempo, e lo onorano.
Pomeriggio, dalle parti del Sacro Cuore, al ritorno dall'asilo con Benedetta. Un uomo e una donna sull'ottantina, seguiti a giocare a briscola nel giardinetto di un condominio, con la coperta sulle gambe.
E' stato loro concesso questo tempo, e lo onorano.

lunedì 15 settembre 2008

primo giorno di scuola

Un pensiero per ciascuno, un'intuizione per ciascuno, uno spazio di ciascuno e per ciascuno.
Il primo giorno di scuola ce lo si può augurare, e cominciare a provarlo.
Che le forze soggettive poi non siano all'altezza, sarà un altro discorso, ma non un alibi.

domenica 14 settembre 2008

Federico Tavan a Pordenone

Con Aldo Colonnello che cercava di prolungare il piacere dello stare insieme cercando un'ultima precisazione, un ultimo testo da leggere, si è conclusa la giornata dedicata all'apertura della mostra fotografica su Federico Tavan e alla presentazione del volume dedicato al poeta di Andreis.
Veniteci, venticinque lettori scarsi, e fate venire i vostri amici, a Pordenone, in via Bertossi, al piano terra della ex scuola media "Giovanni Antonio": le sale ancora al grezzo, in cerca d'autore per il loro futuro, sono scandite dalle nitide fotografie di Danilo De Marco che svelano una, cento, mille espressioni di Federico Tavan e le innumerevoli storie che vi si celano; dall'alto, poi, calano le tele gialle che riproducono testi manoscritti del poeta e, alla fine, due sale replicano filmati che hanno in Tavan il protagonista.
E' stato bello esserci, all'inaugurazione della mostra fotografica, con Danilo De Marco e l'infaticabile Assessore Gianni Zanolin ancora accaldati per l'ultimo ritocco alla sistemazione di una foto, di una luce, di una didascalia, e sentire l'orgoglio del Sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello e del Presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Romor; è stato bello essere accalcati oggi pomeriggio a sentire Anna De Simone, Paolo Medeossi, Pierluigi Cappello e Gian Paolo Gri, le letture della voce calda di Massimo Somaglino, e ad accogliere Federico, smagrito e invecchiato, all'inizio un po' esitante, ma poco per volta sempre più padrone della propria voce nella lettura delle sue poesie.
Venite fino al 5 ottobre a vedere la mostra, leggete il libro pubblicato da Forum, sostenete la mozione per la concessione dei benefici della "Bacchelli" a Tavan (averla presentata, aver potuto presentarla è per chi vi scrive giustificazione a sopportare anche i momenti più pesanti di ogni seduta del Consiglio comunale).
Federico Tavan, la cui voce rende abitabile la scomodità dell'esistenza, dicibile il radicale spaesamento di ognuno di noi.

sabato 13 settembre 2008

ultimo giorno d'estate

Le previsioni del tempo così nette nel pronosticare il calo delle temperature e la pioggia, da giorni, hanno permesso, ieri, di apprezzare i segnali del congedo dell'estate e di stare attenti ai presagi della stagione in arrivo.
L'ultima aria afosa, quindi, ieri mattina in centro, l'ultimo sole ancora solidamente aggressivo; e poi, nel primo pomeriggio, da un non-luogo come l'Outlet di Palmanova, il saturarsi dell'umidità nell'aria e l'ingrigirsi dell'orizzonte, dalla parte del mare.
C'è stato tempo per riempirsi di quest'ultimo sole estivo, e pensare che, in fondo, il caldo non è poi così male, e se si fa fatica a pensare, e a studiare, è per altre ragioni.
C'è stato tempo per guardare ancora, coerenti col clima, i bermuda a scacchi di Andrea, il vestitino bianco con le bretelline di Benedetta (oggi sono ripiegati, ai bordi dei letti, anacronostici).
C'è stato tempo per un altro sguardo alle infradito, alle maglie con le spalline sottili, ai pantaloncini, a questa moda estiva che rende le donne solari e gli uomini incongrui.
La pioggia, poi, mi ha preso mentre caricavo in macchina la busta con le scarpe che ho comprato, e ne traevo gli ombrelli. Le scarpe, nere, sono di quelle pesanti e solide, da inverno appunto. E all'Outlet ho trovato anche il cappotto che cercavo, e l'ho comprato, sempre un po' incredulo del fatto di disporre di un po' di soldi da spendere, incredulo dell'essere adulto.