venerdì 29 febbraio 2008

Boas, Kroeber, Durkheim, Jauss e una conferenza in un giorno di scuola e magari qualcosa di simile all'amore (o forse sono io che interpreto)

Siamo fatti della combinazione di un numero tutto sommato piccolo di elementi. Siamo fatti della materia delle stelle, ma questo non vuol dire che la materia delle stelle ci spieghi; la biologia non è detto spieghi la società, l'ha già detto Kroeber.
Kroeber era un allievo di Boas, e come lui era più interessato al multiforme intrecciarsi dei testi culturali che alle spiegazioni sintetiche.
Penso queste cose, o questi pensieri mi visitano, o questi pensieri si producono dandomi l'illusione dell'io, mentre siamo in un auditorium, ad ascoltare una conferenza di fisica.
Mi sono seduto in fondo alla sala, nell'ultimo posto della fila.
So che nessuno mi siederà vicino, a meno che non si tratti di un, o una, collega.
Lo so perchè sono le 10 di mattina e io sono un insegnante e questa è una conferenza per i ragazzi e da che mondo è mondo non ci si siede, se non strettamente obbligati, accanto ad professore.
Me ne sto zitto ad ascoltare, e dopo un po' vengo assorbito dall'ecosistema -insomma, i ragazzi che ho attorno cominciano a non registrare più la mia presenza aliena. Hanno stabilito come incapsularmi, tacitamente, com'è uso, da che branco è branco.
Il conferenziere comincia, è chiaro e didascalico e quindi, inevitabilmente, un po' ripetitivo. E' lontano sul palco, ma io annuso l'animale della mia risma, il collega docente; ne inquadro nel lessico la tendenza a mandare a mente dei pezzi di lezione -quelli cui più ci si affeziona- e la presenza di una moglie o compagna che cerca di arginare le piccole trascuratezze nell'accostare i vestiti. Ma qui tiro ad indovinare, colmo gli interstizi del testo con zeppe che dicono più di me che di lui. E' la deriva dell'interpretazione, echeggerebbe qualcuno.
L'onda pulsante dei giovani ascoltatori mette in atto le proprie strategie adattive.
Alcuni ascoltano, sinceramente interessati.
Alcuni annuiscono silenziosi, sinceramente disinteressati.
Alcuni leggono dal libro, dagli appunti, spicchi di testi utili a compiti o interrogazioni delle prossime ore, o -i più previdenti- dei prossimi giorni.
Alcuni bisbigliano in silenzio.
Alcuni brandiscono i cellulari, in attesa di un sms, di una foto, del caricamento di un gioco; oppure semplicemente per non sentirsi soli.
Non sempre il messaggino atteso è quello che vorrebbero. Non sempre un testo si completa secondo le nostre aspettative, e Jauss ci dice che spesso è meglio così, che lo scarto è salutare. Che la frustrazione dell'attesa produce senso palpitante.
Siamo fatti della materia delle stelle, del lavorio epocale dell'universo che sminuzza e ricombina mattoncini di lego.
Qualcuno esce ogni tanto cauto lungo i corridoi dell'auditorium; in bagno, o fuori, a fumare. Pochi, però.
Davanti a me, una fila oltre, due mani si sfiorano. Le dita di una cominciano a solleticare quelle dell'altra mano, che risponde alla stessa maniera. Le dita s'intrecciano. Si accarezzano; vengono avvolte nella carezza, palmo su dorso, dorso su palmo, delle altre due mani di chi dà volto a quelle mani.
Sono mani attive e quiete allo stesso tempo, procedono placide.
Sono le mani di due ragazze, che intrecciano una qualche storia che non so, e che nemmeno m'interessa ricondurre, come non interessava a Boas e a Kroeber, ad uno schema evolutivo (le storie di solito iniziano, culminano e finiscono, e saperlo cosa aggiunge?)- m'interessa questo intreccio che si dipana attivo e quieto, protetto dal calore del branco. Un branco che si comporta dunque secondo quella che Durkheim padre avrebbe chiamato solidarietà organica.
L'universo che forse ci consumerà, ma gli schemi biologici e fisici non spiegano le culture. Gli schemi testuali non spiegano quelle mani che s'intrecciano.
Esco. Oggi, come poche volte così mi è successo, voglio bene a questi ragazzi di questa scuola -dove insegno-, a questo mestiere impossibile.

martedì 26 febbraio 2008

Consiglio comunale del 25 febbraio 2008

Il Consiglio comunale di ieri è stato dedicato ad interrogazioni e mozioni. Tra le prime, quella che ha preso maggior spazio è stata quella presentata da Pietro Tropeano sulla gestione del ciclo integrato delle acque; quanto alle mozioni, la discussione si è articolata attorno a quattro di argomento affine, cioè la questione dei rifiuti e del riciclaggio.
Il Comune ha fatto proprie tre mozioni "d'indirizzo", di Francesco Giannelli e di Nicola Conficoni; è stata invece respinta (ed è stato l'unico voto della serata) la mozione di Giannelli sulla creaziione di isole ecologiche interrate per gli edifici di nuova costruzione.
In buona sostanza, la discussione è stata utile come ripasso delle buone intenzioni ambientali che, per fortuna, tutti i gruppi politici hanno; esiste una differenza di vedute relativa all'efficacai delle iniziative finora attuate, ed un'aspettativa alta per concreti risultati, in termini soprattutto di riciclo, per l'immediato futuro (del resto il Sindaco si è esplicitamente speso in sede di Bilancio proprio su questo punto).
Animatissimo il "dietro le quinte", dato che in questi giorni si stanno definendo le liste per elezioni regionali; sono in ballo (e questo significa, in certi casi, il profilarsi di qualche attrito) Vincenzo Romor, Francesca Cardin, Alessandro Corazza, Nicola Conficoni, Elena Coiro, Orazio Cantiello, Monia Giacomini; per le politiche anche Flora Bomben.

lunedì 25 febbraio 2008

il programma politico di Caos calmo

Sono andato sabato sera a vedere Caos calmo, in Sala Totò a Cinemazero (Pordenone, Aula Magna del Centro Studi).


Una sola cosa: dopo che Moretti si è avvinghiato, silenzioso, disperante e desideroso ad Isabella Ferrari, disperata, silenziosa e desiderosa, torna nel lettone a far compagnia alla figlia (che si prende la parte maggiore dello spazio, oltretutto).

Queste cose stanno insieme. Si è padri affettuosi e premurosi e si è desideranti.

Si desidera una donna e si fa compagnia alla nanna della propria bambina. E' la vita.


Un programma politico.

riti di passaggio e di sopravvivenza nei Consigli comunali (live from)

I banchi del consiglio comunale si stanno lentamente sfrondando di presenti; stiamo discutendo un gruppo di mozioni su riciclaggio dei rifiuti e raccolta differenziata e pulizia della città. Sfarfalliamo, a seconda degli interventi, dal cassonetto tal-dei-tali alla politica dei rifiuti dei Maia, come un po' è tipico di queste situazioni.
E' tempo rituale, stasera, e tutti lo sappiamo.
E andrebbe anche bene, ma c'è da chiedersi quanto di questo rito sia pulsante, e quanto sia (come direbbe il Tylor di Primitive Culture) rito di sopravvivenza, impronta momentanea di schemi obsoleti.

sabato 23 febbraio 2008

sul Kosovo

Riprendo da bora.la la segnalazione di questo interessantissimo blog di un italiano in Kosovo. Leggetelo, val proprio la pena.

giovedì 21 febbraio 2008

cartelloni e manifesti

Da oggi è tornato attivo il tabellone che accoglie gli automobilisti provenienti da viale Udine, a Pordenone, all'altezza dell'inizio di viale Martelli. Quello vecchio, a sfondo nero e a led rossi, sponsorizzato dalla Friuladria, è stato sostituito dal tabellone bianco del Crédit Agricole.
Sopra l'ingresso della filiale di viale Dante, la sequela di sostituzioni delle scritte riguardanti lo stesso gruppo bancario lascia dei veri e propri solchi, le tracce tumultuanti della globalizzazione, un invito a considerare l'impermanenza...

Su via Oberdan, a Pordenone sempre, poco prima di arrivare alla stazione, la successione delle affissioni pre-elettorali.
Una piccola classifica.
Interessanti referenti simbolici del grande pannello della lista "Cittadini per il presidente": una foto solare, con un gruppo di persone "normali", giovani per lo più, che si dichiarano "contro la casta". Gente "normale" che, quindi, è guidata da un sentimento di avversità: a dire, in fondo, che è proprio la normalità a far covare le insidie più torbide.
Freudiano.

L'Italia si deve rialzare, messa in ginocchio dalla sinistra; di sghembo, una cosa rotonda che è un po' simbolo, un po' moneta, ci suggerisce l'ansia di far presto, di lanciare la nostra monetina di berlus-conio.
Impaziente.

Veltroni sorride timido e ci dice di pensare all'Italia che vogliamo, e che si può fare. Ma il sorriso, a ben vedere, è un po' imbarazzato.
Vorrei fare...ma forse, alla prossima.

mercoledì 20 febbraio 2008

ancora sulle lezioni web 2.0

Prima settimana di rassegna stampa sul blog di classe. Giada, che ha passione politica, ha fatto un gran lavoro, e per farmi contento si è anche andata a leggere quotidiani che non ama particolarmente; il risultato, però, è stato notevole, visto che anche qualche sua compagna non molto attratta dalla politica ha mostrato gradimento e partecipazione. Federica forse ora ha le idee più chiare su alcune vicende recenti, Giorgetta ha scritto che ora seguirà di più, e così Samanta.
Cristian è riuscito finalmente a logarsi, e ha anche lasciato un commento!; Oscar, che è stato malato, ha seguito la settimana sul Web e ci ha mandato i suoi commenti e le sue riflessioni.
Federica B. ha scoperto il mondo di Google docs, ed ha anche visto che funziona la condivisione di documenti!

In classe? Beh, Leopardi è venuto tanto, tanto meglio: ci stiamo addentrando nelle trame narrative delle Operette morali e nel viluppo di idee e immagini sul desiderio e sul piacere, che non sono proprio la stessa cosa, e sul potere retorico del passato e del futuro appetto a quello esperienziale del presente...