venerdì 11 giugno 2010

ultimo giorno di un anno di scuola

I tentativi di convertire le classi in luoghi di festa,
le mezze bottiglie di Coca Cola vuote,
le crostate fatte dalle mamme, fatte dalle figlie, che però non lo vogliono ammettere,
i registri dei professori con gli angoli delle copertine spiegazzati,
il registro di classe con le firme frettolose e gli argomenti genericissimi,
le pagine di settembre dei registri linde e promettenti e calligrafiche,
i maturandi che inseguono il futuro con le pistole ad acqua,
il sapore metallico della commozione di chi va in pensione,
la sospesa apprensione di chi non sa se e come lavorerà quest'anno che viene,
le vacanze in mare montagna collina estero,
i quattro conti tra mutui e debiti che azzerano le vacanze,
le letture che ci si augura di fare,
le letture che non si faranno,
le letture che ci sorprenderanno,
le mezze parole dette,
le parole dette che non andavano dette,
le parole non dette che non saranno mai dette,
quelli che si sono messi insieme,
quelli che si sono lasciati,
quelli che son rimasti sposati,
quelli un po' fidanzati un po' sfidanzati,
i libri rimasti nell'armadio,
i fogli delle giustificazioni nei cassetti,
le fotocopie di un mese fa sulla cattedra,
i libretti personali macilenti,
i quiz per la patente dei neomaggiorenni,
i test di ammissione all'Università,
il tema della maturità,
l'ultima idea per la tesina,
l'ultimissima idea per la tesina,
l'ora che ti è piaciuta,
l'ora che non avresti voluto,
il giorno che ti ha sorpreso,
il giorno che hai annoiato,
l'orario degli scrutini in sala insegnanti,
i panini dell'Ariston in pausa pranzo,
i libri dentro il cassetto,
l'ultima firma su una circolare,
il caffè della macchinetta,
il the della macchinetta del caffè,
la piastrella opaca che hai tormentato attendendo d'entrare in classe,
l'elenco degli autori che hai spiegato,
i chiarimenti sull'ultimo compito,
le foto della gita di classe,
il fascicolo col progetto interdisciplinare,
l'elenco dei libri di testo,
la penna cicciotta con cui scrivi,
l'angolo dove metti sempre la cartella,
i consigli di lettura per le vacanze,
i compiti di latino per le vacanze,
i debiti,
le segnalazioni di lacune,
i voti in condotta,
i cinque che diventano sei,
il giudizio d'ammissione,
i crediti formativi,
le pizzette del brindisi di saluto in biblioteca,
il Preside che va in pensione,
il Preside che anche ieri ti ha insegnato qualcosa,
il Preside che ti ha insegnato qualcosa su te, sugli altri,
i colleghi che sono anche amici,
i colleghi che spesso ti dimentichi che sono amici,
quelli che ti hanno ascoltato quando nessuno,
quelli che hai ascoltato quando nessuno,
quelli con cui hai diviso pizze, birre, albe, tramonti,
le poesie che avresti voluto recitare in collegio docenti,
i calcoli per la pensione,
la previdenza integrativa,
la cessione del quinto,
gli angoli dove hai avuto freddo,
l'odore acre di toner della stamperia,
le tende blu dell'aula informatica,
la cura degli accostamenti cromatici della Segretaria,
la borsa organizzata della bravissima collega riccioluta,
la collega cui gli allievi aprono la porta inchinandosi,
il collega sempre in impermeabile,
il collega sempre in anticipo,
la collega sempre in ritardo,
le lamentele per i parcheggi,
gli orari delle corriere

tutto

dentro quel sacco nero, ribollente di vita di risulta,
dopo il lavoro delle bidelle
nell'atrio, a fine mattinata


tutto

ti tornerà, come vertigine,
in qualche angolo di profonda estate:

ultimo giorno di un anno di scuola.

3 commenti:

Francesca ha detto...

uau :) (non molte volte dedico il mio speciale "uau")

Piervincenzo ha detto...

Francesca: uau.

giacomo ha detto...

Stupendo!! Oggi ho capito di aver finito il liceo.