L'ottimo Mauro A. Del Pup mi chiede di spiegare meglio cosa io intenda con "contesto sistemico più vasto e articolato" quando parlo del Partito Democratico. Hai ragione Mauro, e cerco di ovviare.
Dunque:
1) la storia degli ultimi decenni ci mostra che le "cose" significative in politica no a livello locale, muovono da un grumo di elaborazione, coinvolgimento, passione e azione che poi determina i fenomeni importanti. Che si tratti di fatti dirompenti, o di buone pratiche, fa poca differenza, la costante si ripete;
2) nei termini della vita dei paesi democratici, gli ultimi periodi ci hanno dimostrato che spesso a livello locale si attivano vicende di partecipazione volte a spazi d'intervento nei quali la mano pubblica non può, non riesce, o è troppo obsoletamente attrezzata per incidere;
3) la Rete, poi, ha consentito di mettere in relazione esperienze di questo tipo, di condividerle e di farle respirare in maniera più immediata e libera.
Ora: questa è politica. Questa è politica viva, aggiungo, quella che non si schiaccia nella pura gestione del potere.
E vengo alla conclusione. Per me, il Partito Democratico dovrebbe fare proprio questo: sapere fare in modo che buone pratiche e buone esperienze di partecipazione democratica che nascono nel vivere delle comunità trovino il modo di spargere i loro semi positivi su contesti più ampi.
E' il rovesciamento della prospettiva per la quale c'è la "linea" decisa dall'alto e la gerarchica applicazione a livello locale.
Sarà possibile? E' la scommessa.
lunedì 26 novembre 2007
domenica 25 novembre 2007
un raduno di blogger e dintorni
...a Trieste il 21 dicembre.
Leggete qui.
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è il momento della "mozione Tavan"
Domani, alle 16,30, nella sala consiliare del Comune di Pordenone si terrà un incontro aperto al pubblico. Tema: le ragioni culturali della richiesta della concessione a Federico Tavan dei benefici della "legge Bacchelli".
Interverranno Pierluigi Cappello, Aldo Colonnello, Ida Vallerugo.
A seguire, con l'avvio della parte istituzionale del Consiglio, presenterò la mozione in oggetto.
Mi fa piacere notare che, tra gli argomenti dell'ordine del giorno di domani, c'è anche la presentazione del bilancio preventivo per il 2008 del Comune. Una coincidenza utile per tutti.
Interverranno Pierluigi Cappello, Aldo Colonnello, Ida Vallerugo.
A seguire, con l'avvio della parte istituzionale del Consiglio, presenterò la mozione in oggetto.
Mi fa piacere notare che, tra gli argomenti dell'ordine del giorno di domani, c'è anche la presentazione del bilancio preventivo per il 2008 del Comune. Una coincidenza utile per tutti.
inizio delle trasmissioni
Con le assemblee provinciali degli eletti alle assemblee nazionale e regionale si è proceduto, ieri, in tutt'Italia, alla nomina dei coordinatori provinciali del Partito Democratico, che avranno il compito di lanciare a livello territoriale la nuova formazione in attesa di assetti locali più definitivi, che pare avranno luogo a fine febbraio.
In Friuli, tutto come da previsioni, visto che i nomi dei quattro coordinatori territoriali sono stati frutto di contrattazioni all'interno della cerchia dei maggiorenti del PD. E dunque: due ex-Margheritini a Trieste e Pordenone, due ex-Diessini a Udine e Gorizia. Tre giovani (28, 30 e 32 anni); a Trieste, un più maturo (un giovane cinquantenne, comunque) ulivista della prima ora.
Buon lavoro a tutti, naturalmente, con l'augurio che sappiano tutti contribuire alla costruzione, davvero, di un partito "altro".
Consensi ampi per tutti i coordinatori, con qualche maggior numero di astensioni ad Udine e Pordenone. Personalmente (l'ho scritto) in questa fase di avvio della nuova creatura avrei preferito più capacità di confronto, soprattutto sulle idee e sulle proposte; ha prevalso, bisogna dirselo, la logica tradizionale delle contrattazioni prolungate e ristrette, di quelle che finiscono a tarda notte e con qualche strascico familiare (oggi all'Ipercoop di Pordenone ho incrociato uno dei protagonisti di queste trattative: solo, e aggiungerei, fuori dall'arena politica ed in mezzo alle persone, disorientato, di domenica mattina; non sarà il caso di darsi, anche qui, una regolata? speriamo nella saggezza femminile....).
Comunque, tant'è: come ha detto il Presidente della Provincia di Roma, nel trasloco dalle vecchie case della politica a questa nuova, ci sono ancora delle casse che vanno smaltite.
Adesso, per me, comincia una fase davvero interessante, che è quella del radicamento territoriale, che dovrebbe avvenire attraverso la nascita di circoli (Bruno Zvech punta a costituirne 220 in regione per fine gennaio). Qui starà davvero il salto di qualità, per comprendere il senso del quale vorrei ricordare la sintetica definizione data da Giordana Panegos, capogruppo della lista Il Fiume nel Consiglio comunale di Pordenone: "Si tratta di passare dal Partito che pretende di interpretare e rappresentare tutto, al Partito che crea gli spazi perché le esigenze si rappresentino". Insomma, come del resto indicavano anche le parole di Prodi nell'Assemblea nazionale del 27 ottobre, il Partito Democratico è più una condizione della politica, un luogo di agibilità e negoziazione, che un assunto ideologico (e come potrebbe, del resto?).
Darò il mio contributo (in una forma più libera da quella che ritenevo fino a giovedì sera, quando Bruno Zvech mi ha telefonato per dirmi che qualcuno ha sbagliato a far conti ed insomma la mia elezione all'Assemblea nazionale è saltata), ma di sicuro senza necessità di porre bandierine prima di aver costruito un terreno.
In questo senso, scrivo qui, a scanso d'equivoco, che non aderirò adesso a nessun gruppo unitario del Partito Democratico in Comune di Pordenone. In comune ci sono, come consigliere, per un progetto civico di partecipazione alla costruzione del futuro di una città, che si chiama "Il Fiume"; il Partito Democratico è un'aspirazione (tutta da costruire) nella quale, caso mai, voglio portare il senso di un'esperienza come quella civica, possibilmente in un contesto sistemico più vasto e articolato.
venerdì 23 novembre 2007
mattina di fetida pioggia e improvvise visioni
Mi capita di essere triste.
Di solito questo non si confessa, tanto meno in politica. Forse è per questo che non ho, come usa dire, fatto una carriera politica. Serve tanta tenacia, e la tristezza è la spia di un'insoddisfazione, di ben altro sulla terra.
Comunque, stamane ho attraversato un momento di tristezza politica, in virtù di un memento che mi si è palesato in un gesto di generosità; l'ho scritto ad un amico, ma adesso voglio anche affidarlo a questo blog.
Erano le 7.40, mentre portavo la mia piccola all'asilo, davanti al piazzale delle scuole ho visto una volontaria del progetto Pedibus. Sotto la pioggia, con l'ombrellino aperto, aspettava paziente l'arrivo dei primi bambini.
Era una ragazzina, come direbbero i miei bimbi, "color cioccolata", e mi è venuto davvero immediato chiedermi chi glielo faceva fare, di star lì. Mi è venuto di pensare che questo suo attendere quieto sotto una pioggia laida di fine novembre era, ed è, un gesto politico, infinitamente più politico di tante chiacchiere che ho fatto anch'io di questi tempi (e l'averle fatte in buona fede è un'aggravante).
Mi è venuto un sacco di tristezza, insomma, ma anche la certezza di essermi imbattuto in qualcosa che ha senso. Spero di capire quale sia.
Mi è venuto un sacco di tristezza, insomma, ma anche la certezza di essermi imbattuto in qualcosa che ha senso. Spero di capire quale sia.
giovedì 22 novembre 2007
Tanto per essere chiari...
1) Ribadisco che spero vi sia un confronto aperto e pubblico su nomi e metodi per la nomina del coordinatore provinciale del Partito Democratico di Pordenone; questa posizione non credo proprio di averla solo io, in varie situazioni d'Italia io, ne stanno scrivendo in molti (guardate il sito del PD!);
2) non ho (anche se qualche giornale pone le cose come fatte) ancora aderito a nessun gruppo unico del Pd, né alcuno me lo ha chiesto, ed anche in questo caso, comunque, prima di ogni richiesta vengono dei ragionamenti precisi, non la fretta delle classificazioni. O delle bandierine di potere.
Il Partito Democratico è una cosa seria ed importante, e non s'improvvisa. Come tutte le creature nuove, ha anche bisogno di fantasia e di idee nuove.
Gli incasellamenti c'erano già, ed è proprio perchè non avevano senso che è nato il PD.
Lo stesso dicasi per le forme-partito tradizionali.
2) non ho (anche se qualche giornale pone le cose come fatte) ancora aderito a nessun gruppo unico del Pd, né alcuno me lo ha chiesto, ed anche in questo caso, comunque, prima di ogni richiesta vengono dei ragionamenti precisi, non la fretta delle classificazioni. O delle bandierine di potere.
Il Partito Democratico è una cosa seria ed importante, e non s'improvvisa. Come tutte le creature nuove, ha anche bisogno di fantasia e di idee nuove.
Gli incasellamenti c'erano già, ed è proprio perchè non avevano senso che è nato il PD.
Lo stesso dicasi per le forme-partito tradizionali.
consiglio comunale del 19 novembre 2007
Per questo consiglio, si veda qui. Alessandro Corazza alla ribalta!
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