martedì 15 aprile 2008

non di sola politica

Vincitori e vinti? E' un po' più complicato, credo.
E quindi. E' un po' fortino, nella versione originale, e (me ne scuso) lo riadatto; quoto (anche se a Enrico Marchetto non piace) Suzukimaruti: "Facciamo l'amore per reagire".
Reagire a cosa? Al grumo di paura disperata che ci abita tutti, vincitori e vinti, comici e spaventati guerrieri, Berlusconi e Veltroni, grandi abitanti delle metropoli e noi piccole creature della piccola provincia.
E quindi (umilmente cito un Grandissimo), diamo, chi li ha, una carezza ai nostri bambini, e ai sogni che da bambini avevamo.
Viviamo. Bene, possibilmente, facendo cose buone.

invece...

...ha vinto Tondo.

lunedì 14 aprile 2008

uolterueltroni (magre consolazioni a base di giochini linguistici)

Veltroni chiede una ristampa del libro di Illy, con rapido aggiornamento del titolo: Così perdiamo AL Nord.

P.S. Se Illy domani ce la fa in Regione, diventa nei fatti l'uomo di riferimento del Centrosinistra al Nord.

domenica 13 aprile 2008

quando non è cosa

Da Repubblica.it,"Ultima ora" (ore 20.06):

"Ceppaloni
SANDRA LONARDO MASTELLA, SQUILLA TELEFONO MENTRE VOTA
Nella tarda mattinata mentre stava votando, a Sandra Lonardo Mastella e' squillato il telefono cellulare che portava con se'. La cosa e' stata rilevata dagli addetti del seggio elettorale ma subito e' stato accertato che l'apparecchio non aveva alcun dispositivo fotografico e pertanto non rientrava fra quelli vietati in questi casi. Tale accertamento e' stato effettuato anche dalla Digos di Benevento intervenuta presso il seggio."

venerdì 11 aprile 2008

un pomeriggio particolare







Evento breve ma intenso questo pomeriggio a Pordenone. Nella cornice di "Dedica", quest'anno intitolata a Nadine Gordimer, il Comune di Pordenone ha consegnato il Sigillo della Città all'ex Segretario delle Nazioni Unite, nonché Premio Nobel per la Pace del 2001, Kofi Annan. Sala consiliare piena zeppa di autorità, di consiglieri comunali (come il vostro unile scrivano), di cittadini antichi e nuovi (una bella rappresentanza della comunità ghanese).



Discorsi brevi e di sostanza: dopo l'introduzione di Vincenzo Romor, Presidente del Consiglio Comunale, Sergio Bolzonello ha ricordato il significato dello stemma della città, con le porte aperte verso il mare (aperte verso i traffici e verso l'incontro tra culture); Riccardo Illy ha evidenziato la forza delle culture che sanno incontrarsi e produrre innovazione; Kofi Annan, infine, ha sottolineato la propria convinzione sul fatto che l'incontro tra culture sia un elemento di crescita nel mondo. Un mondo del quale, per un'oretta, ci si è sentiti tutti, nella piccola aula in fondo a Corso Vittorio, più al centro.






Ho fatto qualche foto: le allego qui. Ad una, che mette in crisi alcuni luoghi comuni, sono particolarmente affezionato, ed i Consiglieri comunali di Pordenone capiranno perché.

mercoledì 9 aprile 2008

l'insegnante, il sacerdote e lo sciamano

Bella mattina, stamane, in Provincia di Pordenone, dove si è tenuta la seconda giornata dei seminari sul lavoro di rete che coinvolgono, sotto l'egida dell'Ente locali, operatori delle cooperative sociali, dei servizi alla persona, della medicina territoriale e della scuola. Un'iniziativa cui tengo particolarmente, organizzata insieme ai mie amici de l'Ippogrifo Francesco Stoppa, Roberto Muzzin e Fabio Fedrigo. Ad introdurre e a concludere i lavori il sociologo Marco Cerri.

All'interno di una lunga e bella serie di riflessioni sull'adolescenza come situazione limite che svela le zone di tensione dell'adultità oggi, mi è stato dato il compito di proporre qualche riflessione sulla mia esperienza di insegnate al riguardo. E mi è venuto in mente di far ricorso ad alcune immagini del discorso antropologico.
La scuola è fisicamente ancora organizzata come luogo di un rito che ha queste caratteristiche: è un rito comunitario (in quanto si colloca all'interno della logica di un consesso sociale); è un rito sacerdotale (in quanto ha un officiante, l'insegnante); è un rito iniziatico (in quanto ha la sua svolta fondamentale nell'iniziazione rappresnetata dagli esami una volta detti di maturità -appunto). Il mito narrativo che le è stato tradizionalmente connesso è quello della trasmissione del sapere e dei modi di accesso all'adultità.
Ma oggi? Il punto non è quello dei riti, ma del mito diverso da raccontare. E'un mito più mobile, più oggetto di negoziato, non molto diverso nelle sue istanze fondamentali però (saperi e adultità): si ricombinano però le sue componenti, i suoi mitemi.
Di conseguenza, altri riti lo devono sostenere. Quali? L'ipotesi che ho proposto è questa: riti partecipativi, nei quali cioè ci sia non un sacerdote, ma un officiante; riti, insomma, che hanno la loro figura-perno nella figura non del sacerdote, ma dello sciamano.
Lo sciamano è un individuo che nella società spesso sta ai bordi (e socialmente l'insegnante è già, spesso, in questo stato), ma che si attiva nel momento del rito, in una dimensione strutturalmente fatta d'attraversi, una dimensione liminale (penso qui alle suggestioni della gangherologia di Giorgio Jannis): un officiante che salva lo spazio del sacro, definendolo però in una dimensione molto più mobile, interattiva, partecipativa, per le quali le metafore del Web assumono forte pregnanza cognitiva.

dichiarazione di voto

Voterò, convintamente, anche se conosco bene i limiti dei candidati che voterò, e quelli dei candidati che il mio voto eleggerà al Senato e alla Camera.
Voterò, sapendo che la miglior politica sarà quella che non si sognerà di riempire di senso gli interstizi della mia vita, né quella che ammiccherà alle mie debolezze per giustificare le proprie.
Voterò, sapendo che la politica si tesse nei gesti quotidiani, e s'intreccia poi nelle relazioni. E che è lì, nei gesti quotidiani, che subito se ne avverte la tenuta, o la nota di falso.