mercoledì 4 novembre 2009

primo incontro con l'antropologia

Proprio di questi tempi, venticinque (ahi!) anni or sono, chi vi scrive cominciava la sua avventura studentesca alla Facoltà di Lettere e Filosofia della gloriosa alma mater patavina Universitas. Il primo giorno di lezione, la prima lezione, nell'angusta auletta dell'Istituto di Greco, mentre leggevo nelle pagine culturali del Corriere un'intervista a Fernanda Pivano su Pavese traduttore, si materializzò il docente di storia della lingua greca, Luigi Bottin, dal quale mi aspettavo qualcosa, non so bene che naturalmente, sulle bellezze della lingua greca. Nel giro di quarantacinque minuti, Bottin mi fece scoprire le meraviglie della Morphologie historique du grec di Pierre Chantraine, che corsi a comperare da Draghi-Randi, ed avviò me ed i presenti (i quali, nel corso delle lezioni, si fecero sempre più numerosi, fino a consigliare un saggio spostamento delle sue lezioni in un'aula più capiente) lungo i sentieri che fanno incontrare antropologia e mondo antico, snocciolando da subito i riferimenti che quell'anno a lungo tornarono: Bronislaw Maliwnoski e, naturalmente, Claude Lévi-Strauss.
Vidi smontate così le mie quattro fragili pregiudiziali classicistiche sui classici, e in cambio li ebbi, nel tempo, più enigmaticamente vicini, in quanto diversi. Questo mi veniva in mente, pensando oggi a Claude Lévi-Strauss, gli sia lieve la terra: segnalo questo bel link con brani di sue interviste.

1 commento:

berta ha detto...

questo è commovente.
:)